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Cronaca 1 min di lettura1 ora fa

Dissidenti cinesi, chiuse a Milano le indagini su 10 indagati

L’accusa riguarda un gruppo che avrebbe colpito l’attivista Teacher Li con controlli, pressioni e minacce

La Procura di Milano ha concluso l’inchiesta su 10 persone accusate di avere esercitato attività repressive contro dissidenti cinesi presenti in città. Per gli indagati si prepara la richiesta di rinvio a giudizio.

Tra le contestazioni figurano l’associazione per delinquere, lo stalking, il monitoraggio e le minacce ai danni dell’attivista e influencer Teacher Li, 34 anni, seguito da milioni di persone.

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L’indagine sui contatti con Pechino

Secondo l’accusa, quattro cittadini cinesi avrebbero mantenuto rapporti costanti con le autorità di Pechino. Il gruppo avrebbe agito per intimidire e sottoporre a pressioni alcuni connazionali considerati dissidenti.

La Procura contesta agli indagati di aver coordinato azioni coercitive e repressive sul territorio milanese. Le responsabilità dovranno ora essere valutate nelle successive fasi del procedimento.

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Le pressioni contro Teacher Li

Al centro dell’inchiesta ci sono le condotte rivolte a Teacher Li, attivista e creatore di contenuti noto per le sue posizioni critiche nei confronti del governo cinese. Gli investigatori gli attribuiscono un’attività di controllo sistematico, accompagnata da intimidazioni e minacce.

Gli episodi sono stati ricostruiti dalla Digos della Polizia di Torino, con il coordinamento del pubblico ministero Alessandro Gobbis. La Procura milanese è diretta da Marcello Viola, che ha formalizzato la chiusura delle indagini in vista della decisione sull’eventuale processo.

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