Diritti umani, il riconoscimento all’Afp per le storie dalle guerre
L’agenzia di stampa è stata premiata in Italia insieme al cardinale Pizzaballa e a Cucine Popolari per il loro impegno a tutela della dignità umana.
Raccontare i conflitti significa anche documentare le violazioni e dare visibilità alle persone coinvolte: è su questo impegno che l’Agence France-Presse ha ricevuto in Italia il Premio Fondazione De Sanctis per i diritti umani. Il riconoscimento è stato assegnato per il lavoro svolto nelle aree di guerra ed è stato condiviso con il cardinale Pierbattista Pizzaballa e con Cucine Popolari, organizzazione non governativa di Bologna.
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Un premio al lavoro nelle zone di guerra
A ritirare il premio per l’agenzia è stato Pierre Ausseill, direttore dell’AFP per l’Europa. Nel suo intervento ha sottolineato il legame tra informazione e tutela della dignità delle persone: «I diritti umani sono il filo conduttore che attraversa gran parte del nostro lavoro».
Giovanna Botteri, giornalista, scrittrice e componente della giuria, ha evidenziato la costanza con cui i reporter dell’AFP seguono i conflitti direttamente sul campo. Il riferimento riguarda in particolare le crisi in Medio Oriente, nella Striscia di Gaza e in Ucraina, dove l’agenzia ha continuato a documentare gli eventi nonostante i rischi per il personale.
Il ricordo di Arman Soldin
Durante la cerimonia, Ausseill ha ricordato Arman Soldin, video-giornalista dell’AFP morto nel 2023 nell’Ucraina orientale, colpito dal fuoco russo. Aveva 32 anni e aveva cominciato il proprio percorso professionale nell’agenzia con un tirocinio presso la sede di Roma.
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Il suo nome è stato richiamato come simbolo dei pericoli affrontati da chi lavora nei territori di guerra per raccogliere immagini e testimonianze. L’AFP, considerata la più antica agenzia di stampa al mondo, conta oggi 1.840 giornalisti.
Gli altri vincitori del riconoscimento
Il premio della Fondazione De Sanctis è stato attribuito anche al cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca latino di Gerusalemme, e a Cucine Popolari. L’organizzazione bolognese gestisce quattro mense destinate alle persone in difficoltà.
Secondo gli organizzatori, l’iniziativa vuole rendere omaggio a chi contribuisce ogni giorno a trasformare i diritti umani in una realtà concreta. Il riconoscimento riunisce così esperienze diverse: il giornalismo nelle aree di crisi, l’impegno religioso in una regione segnata dal conflitto e l’assistenza alimentare alle fasce più fragili.
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