Digitale e lavoro, 34 milioni per 10mila persone: chi beneficia del piano
I bandi Onlife+ e Futura+ finanziano 21 iniziative rivolte a giovani fuori da studio e lavoro e donne, con percorsi dedicati a formazione e occupazione
«Destinare oltre 34 milioni di euro per la formazione di circa 10.000 tra giovani NEET e donne significa offrire una risposta reale a due grandi emergenze del Paese: l'inattività giovanile e la disparità di genere nel lavoro». Martina Lascialfari, Direttrice Generale del Fondo per la Repubblica Digitale Impresa Sociale, presenta così la nuova fase del programma, costruita su interventi di formazione, accompagnamento e inclusione.
Secondo Lascialfari, la rete coinvolta riunisce soggetti pubblici, imprese ed enti del Terzo Settore con l'obiettivo di collegare le competenze acquisite a occasioni concrete di inserimento professionale e riattivazione sociale. La responsabile sottolinea inoltre il ruolo delle esperienze già sperimentate e delle nuove proposte ad alto potenziale.
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Formazione pensata per due fragilità
Le 21 iniziative selezionate dai bandi “Onlife+” e “Futura+” raggiungeranno circa 10.000 persone in tutta Italia. Il bacino comprende approssimativamente 6.000 giovani tra 15 e 34 anni che non studiano, non lavorano e non seguono percorsi formativi, oltre a circa 4.000 donne tra 18 e 67 anni.
Il primo bando sostiene 11 progetti, mentre il secondo ne finanzia 10. La dotazione complessiva prevista era di 35 milioni di euro: più di 34 milioni sono stati assegnati, con circa 20 milioni destinati a “Onlife+” e quasi 14 milioni a “Futura+”. Le attività partiranno nei prossimi mesi e si svolgeranno su scala nazionale.
Donne e giovani, percorsi diversi
“Futura+”, dedicato al rafforzamento dell'autonomia femminile, comprende iniziative rivolte a persone con esigenze differenti. “CLIC - Competenze, Lavoro, Inclusione, Cittadinanza”, promosso da Soleterre, prevede punti di prossimità fisici e digitali e moduli certificati attraverso microcredenziali riconosciute in ambito europeo e regionale.
L'Associazione MicroLab, con “Mom's Up”, accompagna le madri nel ritorno o nel rilancio professionale. Il progetto combina coaching individuale, alfabetizzazione digitale e competenze avanzate in IA, commercio elettronico e analisi dei dati, insieme a nozioni di educazione finanziaria.
“ITac@ GO - Competenze per (ri)partire”, realizzato da Informatici Senza Frontiere, si rivolge invece a donne migranti, madri e persone con più di 50 anni. Il percorso unisce basi informatiche e specializzazioni in sicurezza informatica, sistemi cloud e marketing digitale, affiancando alla formazione un sostegno radicato nei territori.
Per i giovani NEET, “Onlife+” propone strumenti di aggancio e professionalizzazione. “CAMPO - Competenze e Allenamenti per una Migliore Prospettiva Occupazionale”, del Circolo del Design, utilizza lo sport per avvicinare i destinatari, integrando attività nei presìdi locali, formazione digitale certificata e supporto pedagogico.
La Fondazione Generation Italy, attraverso “Tech Your Future+”, prepara invece a 8 professioni dell'area tecnologica caratterizzate da elevata richiesta occupazionale, tra cui sviluppatore Java, specialista cloud, analista di sicurezza informatica e ingegnere dei dati. “CODE+ Creating (more) Opportunities for Development and Employment”, promosso da INTELLEGERE, organizza poli formativi territoriali per sviluppatori web, progettisti web senza codice e assistenti per IA e automazione, in collegamento con le imprese locali.
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Un ampliamento oltre la fase pilota
La selezione segna l'avvio della fase di ampliamento prevista dal Piano Strategico del Fondo e approvata dal Comitato di indirizzo strategico. Una parte dei finanziamenti porta su dimensioni maggiori i modelli che hanno dato i risultati più solidi nella fase sperimentale; il resto sostiene idee nuove e ulteriori modalità di intervento.
Nel dettaglio, dei progetti scelti con “Onlife+”, 7 rappresentano l'estensione di iniziative già testate e 4 sono nuove proposte. “Futura+” divide invece i propri 10 interventi tra 5 ampliamenti e 5 progetti inediti.
L'obiettivo è aumentare il numero dei partecipanti e mettere a disposizione delle istituzioni modelli di formazione e accesso al lavoro verificabili, riproducibili e applicabili in diverse aree del Paese. Le esperienze finanziate dai precedenti bandi Onlife e Futura vengono così affiancate da nuove sperimentazioni.
Una rete distribuita in Italia
I soggetti responsabili appartengono a realtà del privato sociale e della formazione specializzata. Tra gli enti coinvolti figurano organizzazioni del Terzo Settore, fondazioni, associazioni di promozione sociale, cooperative sociali, imprese sociali, Istituti Tecnici Superiori e centri formativi.
Dieci dei 21 progetti hanno una dimensione nazionale: 5 fanno capo a “Futura+” e 5 a “Onlife+”, con ricadute previste in tutte le regioni. Sul piano territoriale, “Futura+” concentra il maggior numero di interventi in Calabria, seguita da Campania, Puglia e Sardegna.
Il quadro nasce in risposta a due difficoltà ancora rilevanti. Nel 2025 la quota italiana di giovani tra 15 e 29 anni fuori da occupazione, istruzione e formazione è stata pari al 13,3%, in discesa dal 15,2% del 2024 ma sopra la media dell'Unione europea, attestata all'11%. Nello stesso anno, la disoccupazione tra i 15 e i 24 anni ha raggiunto il 20,6%, con un aumento di 0,3 punti percentuali.
Anche la partecipazione femminile al lavoro resta distante dal dato europeo: nel 2025 il tasso di occupazione delle donne in Italia era del 58,0%, contro il 71,3% della media dell'Unione, mentre il divario occupazionale tra uomini e donne ammontava a 19,1 punti. A questo si aggiungono la minore presenza femminile nelle professioni digitali e nelle discipline scientifiche e tecnologiche, oltre alle difficoltà nel mantenere una posizione lavorativa.
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