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Cronaca 2 min di lettura1 ora fa

Diesel a 2,25 euro: perché sono spariti sconto e tetto Eni

Dal 6 ottobre il mancato decreto sulle accise mobili fa salire il gasolio e modifica anche il limite di prezzo annunciato da Eni.

Per chi oggi ha fatto rifornimento, il conto è più salato del previsto: il diesel arriva fino a 2,25 euro al litro sulla rete Eni. A pesare non è soltanto la fine dello sconto fiscale scaduto il 5 ottobre, ma anche l’assenza del provvedimento che avrebbe dovuto attivare il meccanismo delle accise mobili.


Il decreto che non è arrivato

Da oggi, 6 ottobre, l’imposta sul gasolio aumenta di 6,1 centesimi al litro. Il taglio precedente è terminato senza essere sostituito, almeno per il momento, dalla riduzione collegata all’extragettito dell’Iva: nella Gazzetta Ufficiale, infatti, non risulta pubblicato il decreto interministeriale necessario.

Il sistema delle accise mobili avrebbe potuto compensare tutto o parte dell’aumento, attenuando l’impatto alla pompa. Invece, per la prima volta da marzo, non è in vigore alcuna riduzione fiscale generalizzata sui carburanti. Gli automobilisti possono quindi contare soltanto su eventuali iniziative decise autonomamente dalle compagnie petrolifere.


Eni aggiorna il limite dei prezzi

L’assenza dello sconto ha avuto conseguenze anche sul limite fissato da Eni. Il tetto precedentemente indicato a 2,19 euro al litro non è più applicabile, perché era legato alla presenza dell’agevolazione sulle accise. Con la sua scadenza, il limite è aumentato di 6 centesimi, Iva compresa, portando il diesel della compagnia a 2,25 euro al litro.

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Il Codacons contesta la gestione della misura e sostiene che il governo non abbia rispettato l’annuncio sull’avvio delle accise mobili: «Per la prima volta dallo scorso marzo gli italiani non godono di alcuno sconto sulla tassazione dei carburanti». L’associazione sottolinea inoltre che, in assenza del decreto Mase-Mef, restano soltanto gli interventi volontari dei distributori.


I prezzi medi rilevati oggi

I dati dell’Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Mimit mostrano una media nazionale di 2,043 euro al litro per la benzina e di 2,244 euro per il gasolio nei distributori stradali con rifornimento autonomo. Si tratta di valori medi, che possono variare in base alla compagnia, alla zona e al singolo impianto.

In autostrada il livello è ancora più elevato: la benzina raggiunge mediamente 2,054 euro al litro, mentre il diesel si attesta a 2,267 euro. Il quadro potrà cambiare se il decreto sulle accise mobili verrà pubblicato e applicato, ma al 6 ottobre lo sconto non risulta ancora operativo.

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