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Cronaca 2 min di lettura1 ora fa

Caribe Bay, la svolta verde: il surplus del parco andrà alla comunità

A Jesolo prende forma un impianto solare da 860 kW, destinato a crescere fino a 3,2 MW e a sostenere anche la nuova area Agua Azul.

“Il fotovoltaico è già un esempio concreto di come gli investimenti possano produrre benefici che vanno oltre i confini del Parco”. Luciano Pareschi, amministratore e fondatore di Caribe Bay, riassume così la direzione scelta dal parco acquatico di Jesolo: accompagnare l’espansione della struttura con una maggiore produzione di energia rinnovabile.

La sfida riguarda una realtà che accoglie in media 280.000 ospiti ogni anno e, nei momenti di maggiore attività, impiega più di 250 persone, soprattutto residenti nella zona. L’obiettivo è far fronte a consumi in aumento senza limitare l’energia pulita all’autosostegno: quando la produzione supererà la domanda interna, la quota restante potrà essere condivisa sul territorio.


Crescita e consumi viaggiano insieme

L’ampliamento del parco passerà innanzitutto da Agua Azul, area che dovrebbe aprire nel 2027. L’ambientazione sarà tropicale e il fulcro sarà una grande vasca con acqua ad alta salinità, progettata per richiamare la sensazione di galleggiamento del Mar Morto; intorno troveranno posto 12 vasche idromassaggio su più livelli, unite da cascate.

La presentazione ufficiale dell’intervento è attesa in primavera, davanti a istituzioni, giornalisti e comunità di Jesolo. Il programma di sviluppo vale circa 40 milioni di euro e comporterà, inevitabilmente, una maggiore richiesta di elettricità: per questo la società ha deciso di affiancare ai nuovi investimenti una capacità produttiva da fonte solare.


Un impianto già pronto a crescere

L’avvio del cantiere è previsto a novembre. La prima fase porterà alla realizzazione di sette pensiline sopra una parte del parcheggio di via Buonarroti, sulle quali saranno collocati 1.295 pannelli ad alta efficienza, per una potenza complessiva di 860 kW.

Il progetto, tuttavia, non si esaurisce con questo primo lotto. Un successivo potenziamento aggiungerà altri 2.400 kW, facendo salire la capacità totale fino a 3,2 MW e aumentando il contributo del parco alla produzione locale di elettricità rinnovabile.

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Il surplus resta nel territorio

La produzione non si fermerà durante la stagione turistica. I moduli funzioneranno per tutto l’anno, compresi i mesi in cui Caribe Bay rimarrà chiuso, e secondo le stime diffuse dalla società l’energia generata ogni anno sarà superiore al fabbisogno della struttura.

L’elettricità non utilizzata direttamente verrà trasferita alla rete e condivisa attraverso ArtCom-CER, la Comunità Energetica Rinnovabile sostenuta da Confartigianato, Confcommercio e AJA – Associazione Jesolana Albergatori, con il patrocinio della maggior parte degli enti locali del Veneto orientale. Il parco diventerà così anche un centro di produzione a beneficio di altri soggetti della comunità energetica.


Il conto delle emissioni evitate

Il progetto consente inoltre di stimare l’impatto ambientale della nuova capacità solare. Per produrre la stessa quantità di elettricità con fonti fossili servirebbero circa 260 tonnellate di carbone, associate a emissioni vicine alle 525 tonnellate di CO₂.

L’alternativa sarebbe rappresentata da quasi 105.000 metri cubi di gas naturale. Il nuovo impianto si inserisce quindi nel percorso con cui Caribe Bay intende quantificare e contenere le proprie emissioni, mentre il parco prepara la prossima fase di sviluppo.

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