Cronaca 1 min di lettura22 ore fa

Diciannove anni dopo, Garlasco riparte: cosa pesa su Sempio

Scarpa, impronta 33 e tracce sotto le unghie riaprono la ricostruzione della morte di Chiara Poggi e avvicinano un nuovo processo

A quasi vent’anni dal delitto di Chiara Poggi, la Procura di Pavia torna a esaminare il caso attraverso una serie di elementi considerati decisivi. Al centro della nuova ricostruzione ci sono una scarpa, l’impronta numero 33 e alcune tracce individuate sotto le unghie della vittima.

La direzione presa dagli inquirenti indica verso un possibile nuovo procedimento giudiziario. Andrea Sempio risulta l’unico accusato sulla base delle prove ora riconsiderate.


Le tracce che cambiano il caso

Tra gli elementi analizzati figurano una calzatura e l’impronta 33, insieme ai residui rilevati sotto le unghie di Chiara Poggi. La Procura di Pavia sta utilizzando questi dati per proporre una lettura aggiornata dell’omicidio avvenuto diciannove anni fa.

Il quadro, così come emerge dalle nuove valutazioni, non si limita alla presenza dei reperti. Gli investigatori prendono in esame anche la possibile sequenza temporale degli eventi, con una ricostruzione che potrebbe modificare quanto finora ritenuto sul delitto.

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Sempio unico nome sotto accusa

Nella nuova fase dell’inchiesta, Sempio è indicato come l’unico accusato. L’ipotesi accusatoria poggia sugli elementi che la procura ha riportato al centro dell’indagine, mentre il caso si avvia verso un possibile ulteriore processo.

La revisione riguarda anche il momento della morte. Secondo la nuova ipotesi, Chiara Poggi potrebbe essere rimasta in vita ancora per circa un’ora: «Chiara sopravvisse forse per 60 minuti». Questa eventualità entra così nella ricostruzione proposta dagli inquirenti insieme agli altri reperti esaminati.

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