3.000Lettori online ora
Cronaca 2 min di lettura3 ore fa

Diabete, una sola iniezione a settimana può cambiare la terapia

L’associazione tra insulina basale e semaglutide promette un controllo efficace della malattia, con meno ipoglicemie e possibili benefici sul peso

Meno somministrazioni, una gestione potenzialmente più semplice e un possibile vantaggio anche sul peso: è questo il beneficio indicato per l’impiego congiunto di insulina basale e semaglutide nel diabete di tipo 2. Secondo Raffaella Buzzetti, presidente nazionale della Società italiana di diabetologia, lo schema settimanale potrebbe offrire risultati comparabili a quelli dell’insulina assunta ogni giorno, riducendo al contempo alcuni effetti indesiderati.


Meno iniezioni, più sostenibilità

«La combinazione settimanale di insulina basale e semaglutide può rendere la gestione del diabete significativamente più efficace e sostenibile per il paziente», ha spiegato Buzzetti durante l’incontro con la stampa svolto a Milano. La specialista ha sottolineato che, nei pazienti con diabete di tipo 2, una sola somministrazione ogni sette giorni potrebbe raggiungere un’efficacia simile a quella ottenuta con l’insulina quotidiana articolata in più dosi.

Tra i possibili effetti associati alla strategia terapeutica figurano una minore incidenza delle ipoglicemie e il contenimento dell’aumento di peso. Gli studi Combined di fase 3, citati dalla presidente della Società italiana di diabetologia, avrebbero inoltre evidenziato la possibilità di una diminuzione del peso corporeo.


Il confronto con le singole terapie

Buzzetti ha definito la soluzione un avanzamento rilevante anche rispetto all’utilizzo della sola semaglutide o della sola icodec, un analogo dell’insulina basale caratterizzato da un rilascio ultra-lento. Nel confronto, la combinazione avrebbe prodotto un miglioramento più marcato dell’emoglobina glicata, parametro utilizzato per valutare il controllo della glicemia nel tempo.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

«Un’unica somministrazione settimanale certamente migliora anche la qualità di vita, sia dei pazienti che dei loro eventuali caregiver», ha aggiunto la presidente. Il vantaggio, quindi, potrebbe riguardare non soltanto chi segue direttamente la terapia, ma anche le persone che lo affiancano nella gestione quotidiana della malattia.

Le dichiarazioni sono state rilasciate nell’ambito dell’incontro “Diabete, obesità: nuove opzioni terapeutiche migliorano la qualità di vita”, promosso da Novo in occasione del 62° Congresso dell’Associazione europea per lo studio del diabete. L’appuntamento è in corso al MiCo di Milano fino al 2 ottobre.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere