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Cronaca 4 min di lettura30 set

Di Battista, la cura viene prima della politica: il racconto della malattia

Dall’edema cerebrale scoperto a Cuba all’intervento e al percorso terapeutico in Italia: l’ex deputato ha spiegato cosa è accaduto e perché ha rinviato ogni decisione politica.

La candidatura può attendere. Dopo la scoperta di un tumore cerebrale e un intervento eseguito a Cuba, Alessandro Di Battista ha chiarito che il suo obiettivo immediato è affrontare le terapie e concentrarsi sulla salute: «Ora la priorità per me è curarmi». L’ex deputato ha anche escluso, almeno per il momento, un impegno elettorale diretto.


Prima le cure, poi la politica

Di Battista ha riferito di essere stato preso in carico al Policlinico Gemelli di Roma dopo il rientro in Italia. Non è stata precisata la struttura nella quale proseguirà ogni fase del trattamento, ma il percorso sanitario è già iniziato nella Capitale.

Interpellato sul possibile ruolo di candidato del centrosinistra, ha spiegato che l’associazione Schierarsi aveva lavorato per arrivare all’appuntamento elettorale con la facoltà di scegliere, ma la malattia ha modificato le sue priorità. Ha inoltre definito fragile il cosiddetto campo largo e ha negato che fosse mai stata realmente valutata un’ipotesi di candidatura personale.


Cosa sono i tumori cerebrali

La patologia raccontata dall’ex parlamentare non è stata identificata pubblicamente in una forma specifica. Le neoplasie del cervello e del sistema nervoso centrale comprendono infatti condizioni molto diverse: alcune nascono direttamente nel tessuto nervoso, mentre altre sono metastasi provenienti da tumori sviluppati in organi differenti.

Tra le forme primitive, i gliomi rappresentano circa il 40% delle neoplasie del sistema nervoso centrale negli adulti. Nel loro gruppo rientrano astrocitomi, oligodendrogliomi ed ependimomi; il glioblastoma è la forma più comune tra i tumori cerebrali dell’età adulta, con una stima di 3-4 nuovi casi ogni 100mila abitanti all’anno. Esistono anche tumori non gliali, come meningiomi, medulloblastomi, linfomi primitivi e neoplasie dell’ipofisi.

Secondo le stime 2025 contenute nel rapporto “I numeri del cancro in Italia”, curato da Aiom e Airtum, nel nostro Paese si sono registrati 5.730 nuovi casi di tumore del sistema nervoso centrale: 3.240 riguardavano uomini e 2.490 donne. Gli esperti sottolineano che non sono disponibili test di popolazione capaci di individuare precocemente queste patologie; nella maggior parte dei casi la diagnosi arriva dopo la comparsa dei disturbi.


Sintomi e accertamenti necessari

I segnali dipendono dalla posizione e dalle dimensioni della massa e possono presentarsi sia in forme maligne sia in quelle non maligne. Mal di testa intensi e poco responsivi ai farmaci, crisi epilettiche, nausea, vomito, confusione e cambiamenti della personalità sono tra le manifestazioni più ricorrenti.

Possono comparire anche difficoltà nel parlare, vedere o sentire, problemi di equilibrio e di movimento, perdita di sensibilità, alterazioni emotive e allucinazioni. Nei bambini, tra i possibili campanelli d’allarme figurano anche rallentamenti della crescita. La pressione esercitata dalla massa all’interno della scatola cranica può favorire l’accumulo di liquidi e la formazione di edema; eventuali debolezza o paralisi interessano spesso il lato opposto rispetto all’emisfero coinvolto.

Gli esami utilizzati per arrivare alla diagnosi comprendono soprattutto risonanza magnetica e tomografia computerizzata. La biopsia consente poi di definire la natura della lesione e il suo grado di malignità. Le tecniche di risonanza funzionale aiutano inoltre a valutare le aree cerebrali coinvolte, elemento utile nella pianificazione dell’intervento.

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Il malore durante il viaggio

La vicenda è stata raccontata da Di Battista in collegamento con DiMartedì, trasmissione condotta da Giovanni Floris su La7. L’ex esponente del Movimento 5 Stelle si trovava a Cuba per realizzare un reportage destinato a Il Fatto Quotidiano quando ha iniziato ad accusare problemi di salute.

Gli accertamenti effettuati sull’isola hanno evidenziato un edema cerebrale associato alla presenza del tumore. I medici sono riusciti prima a ridurre il gonfiore e poi a procedere con un’operazione delicata, durante la quale, secondo il paziente, è stata rimossa quasi tutta la massa.


L’intervento e le difficoltà a Cuba

Di Battista ha attribuito ai sanitari cubani il merito di aver individuato rapidamente il trattamento necessario e di aver portato a termine un’operazione complessa. «A Cuba ho subìto un intervento raffinatissimo, mi hanno asportato quasi tutto il male», ha raccontato, spiegando che la fase successiva sarà dedicata alle terapie e alla loro efficacia.

Nel suo racconto ha descritto condizioni di lavoro molto difficili per l’ospedale, tra interruzioni dell’elettricità, apparecchiature datate e problemi legati alla sterilizzazione degli strumenti. Ha riferito che il neurochirurgo gli avrebbe scritto di non poter sterilizzare adeguatamente in assenza di corrente e ha detto di essere stato operato in una struttura priva di acqua.

L’ex deputato ha collegato queste difficoltà alla situazione generale dell’Avana, sostenendo che la carenza di carburante incide sul funzionamento delle centrali elettriche e sulla disponibilità idrica. Ha inoltre accusato gli Stati Uniti di mantenere una pressione economica responsabile, a suo giudizio, di parte delle condizioni vissute dalla popolazione cubana.


Il rapporto con Giorgia Meloni

Durante l’intervento televisivo Di Battista ha parlato anche del contatto avuto con Giorgia Meloni quando si trovava a L’Avana. A suo dire, la presidente del Consiglio gli avrebbe chiesto di non alimentare la controversia relativa a un presunto volo di Stato, vicenda che l’ex deputato ha definito priva di fondamento e indegna.

Ha precisato di avere ricevuto personalmente un comportamento corretto dalla premier e dal governo. Il confronto politico, tuttavia, è rimasto sullo sfondo: la diagnosi, l’intervento e le cure rappresentano ora il centro della sua attenzione.

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