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Cronaca 3 min di lettura30 set

Di Battista, il tumore scoperto a Cuba: accanto a lui Sahra e i figli

Dopo l’operazione e l’annuncio delle cure, torna l’attenzione sulla vita privata del reporter: la compagna Sahra Lahouasnia e i figli Andrea e Filippo.

La diagnosi ha interrotto settimane di incertezza: Alessandro Di Battista ha raccontato di avere un tumore, individuato dopo un improvviso malore durante la permanenza a Cuba. L’ex deputato del Movimento 5 Stelle, oggi reporter e scrittore, ha spiegato il 29 settembre di essere stato operato e di dover affrontare ora un nuovo percorso terapeutico.

Ospite di Di Martedì, Di Battista ha ricostruito l’accaduto parlando di un edema cerebrale provocato dalla malattia: «Mi sono iniziato a sentir male in virtù di un edema cerebrale dovuto alla presenza di un tumore che mi è stato riscontrato a Cuba». I medici, ha aggiunto, hanno individuato rapidamente il problema, ridotto il gonfiore e rimosso quasi interamente la massa.


La malattia e il sostegno della famiglia

Il rientro in Italia, inizialmente previsto con un volo sanitario privato, era stato rinviato. Nel frattempo, Di Battista è rimasto ricoverato sull’isola, dove ha ricevuto le cure necessarie nonostante le difficoltà del sistema sanitario cubano legate all’embargo statunitense.

In questo periodo delicato, al suo fianco c’è stata Sahra Lahouasnia, insieme agli amici, ai sostenitori e agli esponenti dell’area politica vicina a Giuseppe Conte. Di Battista ha dichiarato di voler concentrare ogni energia sulle terapie, senza affidarsi alla retorica del combattente: «Farò le cure che devo fare, è la priorità, sono positivo».


Sahra, una presenza lontana dai riflettori

La relazione tra Di Battista e Sahra è cominciata nel 2017. Lei ha origini franco-algerine, ha studiato alla Sorbona di Parigi e ha poi conseguito un master in Economia all’Università di Roma Tor Vergata. Nel suo percorso professionale compaiono esperienze con Hermès, Renault e Cinecittà.

La coppia non si è mai sposata e ha scelto di proteggere con attenzione la propria sfera personale. Sahra mantiene privato il suo profilo su Instagram, seguito da 17,5 mila persone, mentre Di Battista ha continuato a utilizzare pubblicamente i propri canali, condividendo solo occasionalmente immagini della vita familiare.


Andrea e Filippo, i due figli

Dal rapporto sono nati Andrea, nel 2017, e Filippo, nel 2020. I bambini sono rimasti lontani dall’esposizione mediatica, anche se in alcune occasioni il padre ha pubblicato fotografie che raccontavano la quotidianità domestica.

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Una di queste risale al Natale del 2021, durante la pandemia. Nello scatto, Di Battista e Sahra indossavano la mascherina mentre i figli erano impegnati nelle loro attività; il padre accompagnò l’immagine con un messaggio ironico sulle giornate trascorse tra lavoro, traduzioni, disegni e vivacità familiare.

La famiglia era stata fotografata anche durante una passeggiata a Roma, quando Andrea era ancora figlio unico. Le immagini contribuirono a mostrare, senza trasformarla in spettacolo, una relazione costruita su discrezione e radici internazionali.


Dalla formazione alla politica

Nato a Roma il 4 agosto 1978, Alessandro Di Battista è il secondogenito di Vittorio Di Battista e Maria Grazia Mercuri. Dopo il liceo scientifico si è laureato con lode in DAMS a Roma Tre e nel 2008 ha completato un master in Tutela internazionale dei diritti umani alla Sapienza.

Prima dell’ingresso in politica ha lavorato come animatore turistico e cooperante, partecipando a progetti educativi e di microcredito in Guatemala e nella Repubblica Democratica del Congo. Ha inoltre collaborato con l’UNESCO, Caritas e Amka Onlus.

Nel 2010 ha iniziato a occuparsi di reportage internazionali, avvicinandosi l’anno successivo al blog di Beppe Grillo e collaborando anche con Il Fatto Quotidiano. Eletto alla Camera nel 2013 con il Movimento 5 Stelle, è stato vicepresidente della Commissione Esteri e ha scelto di non ricandidarsi nel 2018.

Nel 2021 ha lasciato il Movimento 5 Stelle dopo la nascita del governo Draghi. Due anni più tardi ha fondato l’associazione Schierarsi, impegnata in campagne di raccolta firme su sanità e geopolitica. Ora, dopo l’intervento a Cuba, ha fatto sapere che le cure rappresentano la sua priorità e che per questo non intende candidarsi.

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