Del Vecchio si racconta: farmaci, famiglia e 2.000 posti creati
Ospite del podcast di Fedez, l’imprenditore ha parlato di dipendenze, paternità, investimenti in Italia e critiche al valore attuale della laurea alla Bocconi.
La nascita della figlia Bianca ha cambiato il modo in cui Leonardo Maria Del Vecchio guarda alla propria vita. Ospite di Pulp Podcast, il manager ha raccontato il rapporto complesso con la famiglia, le difficoltà personali e le scelte compiute nel mondo degli affari, senza sottrarsi agli aspetti più delicati della sua storia.
La figlia come nuovo punto di riferimento
Del Vecchio, uno dei sei figli del fondatore di Luxottica e nato dal matrimonio con Nicoletta Zampillo, ha indicato nella paternità il momento di maggiore svolta. La bambina, Bianca, è nata nel luglio 2025 dalla relazione ormai conclusa con Sara Soldati, modella ed ex concorrente del Grande Fratello Vip.
Parlando del suo ruolo di padre, l’imprenditore ha spiegato: «Oggi il vero giudice del mio operato, sia professionale sia umano, non sono i tribunali o i giornali, ma mia figlia». L’arrivo della bambina, ha aggiunto, lo avrebbe costretto a rivedere convinzioni e comportamenti costruiti negli anni.
Il buio, le droghe e l’insonnia
Nel corso della conversazione, Del Vecchio ha collegato alcuni periodi di sofferenza psicologica al peso del cognome e alla percezione di essere osservato soprattutto per il patrimonio familiare. Ha ammesso di avere fatto ricorso anche alle droghe per affrontare quel disagio, precisando di voler parlare pubblicamente della propria esperienza per ricordare che chiedere aiuto non equivale a essere deboli.
Il tema della dipendenza è emerso soprattutto in relazione ai farmaci. «La mia vera dipendenza che continuo ad avere sono le benzodiazepine, senza non riesco a dormire», ha dichiarato. Secondo il manager, le sostanze non rappresentano l’origine del problema, ma una conseguenza di sofferenze più profonde; ha comunque detto di intravedere oggi una possibile via d’uscita, pur senza considerarsi definitivamente libero.
Investimenti e lavoro: la sua rivendicazione
Sul fronte professionale, Del Vecchio ha rivendicato i risultati ottenuti attraverso il proprio family office. In tre anni, ha sostenuto, le sue attività hanno contribuito alla creazione di 2.000 posti di lavoro e non hanno comportato licenziamenti, fatta eccezione per alcuni manager giudicati responsabili di risultati insufficienti.
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L’imprenditore ha inoltre riferito di avere destinato oltre mezzo miliardo di euro agli investimenti da quando ha avviato il family office. Il 98% delle somme, secondo quanto raccontato durante il podcast, sarebbe stato indirizzato verso iniziative in Italia. La scelta nasce anche dalla convinzione che nel Paese manchino figure imprenditoriali capaci di lasciare un segno, mentre parte dell’editoria avrebbe spostato l’attenzione verso gossip e cronaca rosa.
La critica alla Bocconi e alla classe dirigente
Tra gli argomenti affrontati c’è stato anche il valore dei percorsi universitari tradizionali. Del Vecchio, che ha frequentato la Bocconi, ha messo in discussione l’idea secondo cui quel titolo rappresenti ancora una garanzia automatica per costruire una carriera di successo.
«Continuare a spingere i figli a prendere una laurea alla Bocconi, che per primo ho preso anch’io, non ha più lo stesso valore di una volta: ormai ce l’hanno tutti», ha affermato rispondendo alle domande di Fedez e Mr.Marra sulle prospettive dei giovani. A suo giudizio, il mercato è già pieno di professionisti con formazione economica e il titolo di studio, da solo, non assicura più l’affermazione personale.
Nel dialogo ha trovato spazio anche una riflessione religiosa non legata ai dogmi. Del Vecchio ha detto di riconoscersi nella figura storica di Gesù, descrivendola come vicina agli ultimi, favorevole alla libertà e distante dal moralismo.
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