David Rossi, quelle ombre nel vicolo: il dettaglio dei quattro minuti
Il punto più discusso della relazione riguarda l’intervallo tra la caduta di David Rossi e la comparsa della prima ombra rilevata dalle telecamere.
Il punto più discusso della relazione riguarda l’intervallo tra la caduta di David Rossi e la comparsa della prima ombra rilevata dalle telecamere. Secondo gli accertamenti del Ris, quella sagoma appare circa quattro minuti dopo il momento in cui l’ex responsabile della Comunicazione di Mps precipitò dalla finestra dell’istituto, la sera del 6 marzo 2013.
L’analisi è stata illustrata alla Commissione da Adolfo Gregori, tenente colonnello e consulente dell’organismo, insieme a Luca Gasparollo e Federico Zomparelli, responsabili di sezioni operative e audiovisive del Ris dei Carabinieri di Roma.
Dodici segnali davanti al vicolo
Gli investigatori hanno esaminato il filmato puntato sull’imbocco di vicolo Monte Pio, dove venne trovato il corpo di Rossi. Le luci delle vetture in transito su via dei Rossi, riflettendosi sulla parete, producevano variazioni luminose e ombre; tra i 59 episodi ritenuti meritevoli di approfondimento, 12 sono stati classificati come sagome riconducibili a una figura umana.
Questi episodi si concentrano in un arco di circa dieci minuti, dalle 20.04 alle 20.14. La relazione ipotizza quindi che, nella zona non direttamente visibile dalla telecamera, potesse trovarsi una o più persone. Gli esperti, tuttavia, hanno precisato che le immagini non consentono di stabilire se si trattasse sempre dello stesso individuo oppure di persone diverse presenti in momenti successivi.
Le simulazioni sulla scena
Per verificare l’origine delle ombre, il Ris è tornato sul posto e ha realizzato simulazioni individuando diverse collocazioni compatibili con la proiezione delle sagome sulla parete. In tre di queste posizioni sarebbe stata possibile una visuale diretta, o comunque parzialmente libera, del corpo di Rossi; in altre due, invece, la visuale sarebbe rimasta coperta.
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Le prove hanno tenuto conto anche dell’automobile che quella sera si trovava nella stradina. Secondo gli esperti, il veicolo non avrebbe impedito del tutto la vista del corpo da alcune delle postazioni individuate. In tre episodi, inoltre, le immagini risultano compatibili con due ombre in movimento, elemento che lascia aperta l’ipotesi della presenza contemporanea di due persone.
Il nodo dei quattro minuti
Rispondendo ai commissari, Gregori ha collegato il primo episodio rilevato con i tempi necessari per raggiungere il vicolo dall’ufficio di Rossi. Il percorso, passando dalla portineria, uscendo su piazza Salimbeni e arrivando in via dei Rossi senza correre, richiederebbe infatti circa quattro minuti.
«Dall’ufficio di Rossi scendendo all’ingresso del vicolo, passando davanti alla portineria, uscendo su piazza Salimbeni e girando sulla via senza correre occorrono proprio quattro minuti», ha spiegato Gregori durante l’audizione, in risposta al presidente della Commissione Gianluca Vinci.
La relazione ha esaminato anche l’ipotesi di un’auto ferma all’entrata del vicolo, avanzata in passato per spiegare alcune luci rosse visibili nel filmato. Gli esperti hanno chiarito che quei bagliori sarebbero compatibili con i fanali posteriori delle vetture che, svoltando a sinistra, azionano i freni e proiettano il rosso sulla parete. L’eventuale presenza di un’auto parcheggiata, dunque, non è stata confermata dall’analisi.
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