1.000Lettori online ora
Cronaca 2 min di lettura1 ora fa

David Rossi, le lesioni cambiano il caso: suicidio «insostenibile

La consulenza della Commissione parlamentare d’inchiesta sulla morte dell’ex dirigente Mps mette in dubbio la ricostruzione del gesto volontario

Le ferite riscontrate sul corpo di David Rossi diventano il punto centrale della nuova valutazione sulla sua morte. I consulenti della Commissione parlamentare d’inchiesta bis ritengono infatti che diversi traumi non possano essere spiegati soltanto con la caduta dalla finestra dell’ufficio.


Lesioni difficili da spiegare

Nella relazione, lunga 217 pagine, lo psicologo forense Edoardo Genovese e il medico-chirurgo Robbi Manghi descrivono traumi distribuiti in varie zone del corpo: volto, zigomo, labbro, braccia e addome. Per caratteristiche e localizzazione, le lesioni vengono considerate non compatibili con il solo impatto al suolo dopo la precipitazione.

I consulenti parlano di ferite prodotte quando Rossi era ancora in vita e osservano che la loro conformazione non sarebbe riconducibile esclusivamente alla dinamica della caduta. L’analisi ha preso in esame, insieme agli aspetti traumatologici, anche gli elementi psicologici, clinici e relativi al momento della morte.


La tesi del suicidio contestata

Nelle conclusioni presentate in merito al decesso, Genovese e Manghi definiscono l’ipotesi suicidaria «tecnicamente e scientificamente insostenibile», sostenendo che non vi siano riscontri oggettivi sufficientemente consolidati a sostenerla. La valutazione si discosta quindi dalla ricostruzione di una morte provocata volontariamente da Rossi.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Secondo i due esperti, prima del decesso non sarebbero emersi segnali di sofferenza psicopatologica tali da far pensare a un gesto autosoppressivo. Dall’esame della sua condizione sarebbe invece risultato un quadro caratterizzato da «forte allerta, preoccupazione e timore» legato alle conseguenze professionali e reputazionali della situazione che stava vivendo.


Il contesto della morte

David Rossi, all’epoca responsabile della comunicazione di Mps, morì il 6 marzo 2013 dopo essere precipitato dalla finestra del proprio ufficio nella sede senese della banca. La nuova consulenza è stata illustrata dalla Commissione parlamentare d’inchiesta bis, istituita per approfondire nuovamente le circostanze del caso.

Il documento combina la valutazione della personalità e dello stato emotivo di Rossi con l’esame medico-legale dei traumi. Per i consulenti, proprio il confronto tra questi ambiti non offre elementi utili a sostenere il suicidio e segnala invece aspetti della dinamica che, alla luce delle lesioni rilevate, restano da chiarire.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere