Golf car, Roma nel caos: la stretta regionale può arrivare in poche settimane
Dopo i controlli e le irregolarità riscontrate nella Capitale, il Lazio prepara regole comuni che i Comuni dovranno applicare attraverso propri regolamenti.
Centotrentuno veicoli verificati, 10 fermi, 13 patenti ritirate e sanzioni per 38mila euro: è il bilancio dei controlli eseguiti dai carabinieri del nucleo radiomobile di Roma sulle golf car impiegate per il trasporto turistico. Numeri che riportano al centro dell'attenzione il fenomeno della loro crescente presenza nella Capitale e le lacune normative che ne hanno favorito la diffusione.
La Regione prepara una stretta
L'assessore alla Mobilità del Lazio Fabrizio Ghera ha annunciato l'elaborazione di una disciplina regionale destinata a fissare criteri più chiari per l'utilizzo di questi mezzi elettrici. L'obiettivo, ha spiegato, è arrivare "entro qualche settimana" alla condivisione di un testo che consenta a Roma Capitale di intervenire con un regolamento specifico.
La futura normativa dovrà coordinarsi con le disposizioni nazionali e, nelle intenzioni della Regione, riportare il settore entro un quadro di legalità. Ghera ha riconosciuto l'esistenza di "problematiche di abusivismo evidenti ai cittadini" e ha sottolineato che le golf car stanno creando difficoltà soprattutto nelle zone centrali della Capitale.
Roma resta il punto più esposto
La situazione riguarda in modo particolare il territorio romano. Secondo i dati forniti dall'assessore alla Mobilità di Roma Capitale Eugenio Patanè, in città risultano autorizzati soltanto 41 mezzi su un totale superiore a 400 golf car in circolazione. Un divario che ha rafforzato la richiesta di un intervento sovracomunale.
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Sul tema il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca ha già incontrato Ghera e Patanè alcune settimane fa. Il Campidoglio, nel frattempo, può intensificare le verifiche anche prima dell'approvazione delle nuove regole. Una volta varata la legge regionale e adottato il regolamento comunale, i controlli dovranno proseguire con continuità per tutelare chi attraversa i centri storici, i passeggeri e gli stessi lavoratori.
Comuni autonomi, regole condivise
Il provvedimento regionale non dovrebbe cancellare l'autonomia degli enti locali. I Comuni saranno chiamati a rispettare il quadro generale, ma potranno comunque definire soluzioni coerenti con le esigenze dei rispettivi territori.
Per Ghera, il principio da garantire è lo stesso previsto per ogni altro veicolo che circola in Italia: autorizzazioni regolari e assenza di attività abusive. La nuova disciplina dovrà quindi offrire una base uniforme, lasciando alle amministrazioni locali il compito di tradurla in norme operative e controlli sul territorio.
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