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Cronaca 2 min di lettura1 ora fa

David Rossi, 13 anni dopo resta il mistero: suicidio o omicidio

Dalle archiviazioni della procura alle conclusioni delle commissioni parlamentari, il caso della morte dell’ex dirigente Mps torna al centro di una nuova indagine.

Tredici anni dopo la morte di David Rossi, il caso continua a dividersi tra due ricostruzioni opposte. La seconda Commissione parlamentare d’inchiesta ha sostenuto la pista dell’omicidio e ha indicato responsabilità precise, mentre la procura di Siena aveva archiviato il procedimento ritenendo che il dirigente si fosse tolto la vita. Nel frattempo, i magistrati senesi hanno aperto un nuovo fascicolo, per ora senza indagati né una specifica ipotesi di reato.

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La svolta della seconda Commissione

Nel dicembre più recente, la Commissione ha messo per la prima volta nero su bianco la possibilità che Rossi sia stato vittima di un delitto. Secondo la ricostruzione parlamentare, Giuseppe Mussari, già presidente di Mps e amico del responsabile della comunicazione, sarebbe stato il mandante di un’intimidazione degenerata nella morte dell’ex dirigente.

La stessa relazione ha attribuito a Gabriele Ceccherelli, ex calciante del Calcio storico fiorentino, il compito di organizzare l’azione e individuare le persone incaricate di eseguirla. La Commissione ha precisato che Ceccherelli sarebbe rimasto fuori da Palazzo Salimbeni e che gli eventuali esecutori non sono stati identificati.

A novembre 2024, il presidente Gianluca Vinci aveva inoltre annunciato ulteriori accertamenti sui possibili legami tra l’ambiente della banca senese, la presenza della ’ndrangheta e la morte di Rossi. Si tratta di conclusioni e piste investigative maturate in sede parlamentare, non di responsabilità accertate con una sentenza.


La procura aveva parlato di suicidio

Rossi, 51 anni, morì il 6 marzo 2013 dopo essere caduto dalla finestra del suo ufficio nella Rocca Salimbeni, sede storica di Mps, nel vicolo di Monte Pio a Siena. Il primo fascicolo della procura, aperto nello stesso mese e chiuso nell’agosto successivo, escluse il coinvolgimento di altre persone.

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La seconda indagine fu avviata nel novembre 2015 dopo le iniziative della moglie Antonella Tognazzi e della figlia Carolina Orlandi. Attraverso il loro legale di allora, Luca Goracci, presentarono tre nuove consulenze che portarono alla riapertura degli accertamenti. Anche questo procedimento, tuttavia, venne archiviato nell’ottobre 2017 dal giudice per le indagini preliminari di Siena, che definì la morte un suicidio annunciato.


Ferite e testimonianze dividono le ricostruzioni

Le conclusioni della magistratura e quelle delle commissioni si sono separate soprattutto sull’interpretazione delle lesioni trovate sul corpo, sulla dinamica della caduta e sulle testimonianze relative alle condizioni psicologiche di Rossi. La procura aveva collegato il suo stato d’animo alle indagini sull’acquisizione di Antonveneta e sui derivati che stavano coinvolgendo Mps, pur senza che l’ex responsabile della comunicazione risultasse indagato.

Le commissioni hanno invece esaminato quegli stessi elementi insieme ad altre ricostruzioni e hanno ritenuto necessario approfondire l’ipotesi di un intervento esterno. In base alla documentazione raccolta dal Parlamento, già a marzo i pm senesi avrebbero aperto un nuovo fascicolo sulla vicenda. Il procedimento è stato iscritto al modello 45: non contempla quindi né persone formalmente indagate né, al momento, un reato specifico.

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