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Cronaca 2 min di lettura3 ore fa

Da Gemona un messaggio preciso: senza volontari la Protezione civile non regge

Il raduno interregionale ha riunito a Gemona delegazioni del Nord Italia e realtà confinanti nel ricordo del sisma del 1976.

La lezione del terremoto del Friuli resta attuale mezzo secolo dopo: un Paese esposto ai rischi ha bisogno di prevenzione e di una rete capace di mobilitarsi. È questo il messaggio emerso a Gemona del Friuli, città simbolo del sisma del 1976, dove questa mattina si è svolto il Raduno interregionale del volontariato del Nord Italia.


Musumeci rilancia il ruolo dei volontari

Nel corso delle cerimonie, il ministro per la Protezione civile Nello Musumeci ha indicato nel volontariato il principale sostegno operativo del sistema nazionale. «L’Italia è un Paese fragile e la vulnerabilità riguarda il territorio da Nord a Sud: il volontariato è la colonna portante, il nerbo di questo straordinario sistema», ha affermato ai microfoni della Tgr Rai del Friuli Venezia Giulia.

Musumeci ha collegato il valore dell’iniziativa all’eredità di Giuseppe Zamberletti, sottolineando quanto sia decisivo investire nella prevenzione. Nel suo intervento ha inoltre ricordato le vittime del terremoto e la necessità di mantenere attivo l’impegno comune, dalla Sicilia al Friuli Venezia Giulia, a 50 anni dal sisma.


Gemona riunisce la rete del Nord

Il momento centrale della giornata è stata la sfilata lungo le strade cittadine. Vi hanno preso parte le rappresentanze dei volontari delle Regioni e delle Province autonome settentrionali, insieme al Dipartimento nazionale della Protezione civile e alle delegazioni di Carinzia, Slovenia e Istria.

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Il corteo si è concluso alla caserma Goi-Pantanali. Tra i presenti alle iniziative ufficiali figuravano anche il presidente del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga e l’assessore regionale alla Protezione civile Riccardo Riccardi.


Il Modello Friuli resta un riferimento

Durante gli interventi è stato richiamato il cosiddetto Modello Friuli, considerato una base importante per lo sviluppo dell’attuale Protezione civile italiana. Il raduno è stato così inserito anche nel programma delle commemorazioni per il cinquantesimo anniversario del terremoto che colpì la regione nel 1976.

Un riconoscimento è stato consegnato ai circa 400 volontari coinvolti nei giorni precedenti in esercitazioni e simulazioni operative sul territorio. La loro attività ha accompagnato il raduno e ha riportato l’attenzione sulla preparazione concreta necessaria per affrontare le emergenze.

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