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Cronaca 3 min di lettura3 giorni fa

Csm, la sala Inps e il caso dei candidati tutti di Mi

Un seminario su stipendi e previdenza dei magistrati ha riunito a Roma i nomi in corsa per il Csm nella lista di Magistratura indipendente.

Un appuntamento dedicato a lavoro e pensioni dei magistrati si è trasformato, secondo il sospetto circolato tra le toghe di altri orientamenti, in una vetrina per i candidati di Magistratura indipendente alle elezioni del Consiglio superiore della magistratura. L’iniziativa si è svolta venerdì a palazzo Wedekind, sede prestigiosa dell’Inps davanti a palazzo Chigi.

Il seminario, durato circa quattro ore, era stato presentato come un’occasione di confronto sulla situazione professionale dei giudici e dei pubblici ministeri. Nel programma, però, comparivano soltanto esponenti di Mi, la corrente conservatrice considerata più vicina all’attuale maggioranza, compresi i magistrati in gara nei collegi di Roma e del Lazio per il voto del 25 e 26 ottobre.


La coincidenza che alimenta i sospetti

Tra gli ospiti figurava inizialmente anche Gabriele Fava, presidente dell’Inps, che non ha poi partecipato. L’elenco comprendeva inoltre Claudio Durigon, sottosegretario leghista al Lavoro, e altri nomi del mondo istituzionale e giudiziario. L’organizzazione era condivisa con la rivista giuridica “Nova Itinera”.

Ad aprire i lavori con i saluti istituzionali sono stati Stefano Mogini, presidente aggiunto della Corte di Cassazione, e Chiara Salvatori, giudice a Roma e componente della giunta dell’Associazione nazionale magistrati per Mi. Mogini, sostenuto dalla corrente nella corsa alla presidenza della Suprema Corte, è stato poi superato da Pasquale D’Ascola.

Il tema del trattamento economico e previdenziale è da tempo centrale per Magistratura indipendente. Per questo, tra i magistrati non appartenenti alla corrente, la presenza concentrata dei candidati è stata letta come un possibile uso del convegno a fini di visibilità elettorale, anche se l’iniziativa aveva una veste formale di approfondimento professionale.


I tre candidati al centro del programma

La parte più rilevante del programma ha dato spazio a tre aspiranti consiglieri togati. Maria Tiziana Balduini, presidente di sezione del Tribunale di Roma e candidata per i giudici di merito, ha affrontato gli aspetti economici e previdenziali della carriera.

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Salvatore Casciaro, giudice della Cassazione ed ex segretario generale dell’Anm, corre invece per il seggio destinato ai magistrati della Suprema Corte e ha parlato di indennità giudiziaria, assenze per malattia e protezioni professionali. Stefano Buccini, pubblico ministero a Venezia e candidato per la componente requirente, si è concentrato sui carichi di lavoro, sui ritardi e sulle responsabilità disciplinari dei pm.

I tre relatori hanno preso parte anche alla tavola rotonda conclusiva, alla quale hanno partecipato Durigon e Mariapia Garavaglia, ex ministra Dc della Sanità. A guidare il confronto è stato Stefano Amore, giudice a Ferrara e direttore di “Nova Itinera”, la pubblicazione che aveva collaborato alla preparazione dell’evento.


La posizione dell’istituto previdenziale

Interpellato sull’iniziativa, l’Inps ha precisato che il proprio ruolo sarebbe consistito esclusivamente nella concessione della sala di palazzo Wedekind. La selezione degli invitati e dei relatori, secondo l’istituto, sarebbe stata curata dalla rivista organizzatrice.

Il logo dell’Inps compariva comunque sulla locandina accanto a quello di “Nova Itinera”, con una presenza grafica di rilievo. L’ente ha quindi mantenuto una distanza organizzativa dai contenuti, mentre la scelta di concentrare l’incontro sui candidati di una sola corrente ha lasciato aperto il confronto sull’opportunità dell’iniziativa a ridosso del voto per il Csm.

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