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Cronaca 2 min di lettura3 ore fa

Crans-Montana, le famiglie difendono i ritratti delle vittime

Il Comune prepara una copertura per l’ex Constellation, ma i genitori chiedono voce sul futuro memoriale

Le famiglie delle vittime dell’incendio al Constellation si oppongono al trasferimento dei ritratti dei ragazzi dall’edificio in cui si consumò la tragedia.

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L’inchiesta e le richieste al Comune

Sul Comune di Crans-Montana pesa anche l’indagine della procura di Sion, che coinvolge 15 politici e funzionari, tra cui il sindaco Nicolas Féraud. Nel procedimento figurano inoltre i proprietari del locale, Jessica Moretti e Jacques, atteso lunedì per un nuovo interrogatorio.

I familiari chiedono di conoscere le spese previste per le celebrazioni e di poter contribuire alla progettazione del memoriale permanente. Il termine per presentare un’opposizione formale scadrà il 23 novembre e le famiglie vogliono essere ricevute dall’amministrazione prima di quella data.

Finora ciascun nucleo ha ricevuto 60mila franchi, poco più di 65mila euro, come sostegno urgente versato dal Cantone del Vallese e dalla Confederazione elvetica. Secondo i firmatari, le risorse pubbliche dovrebbero essere destinate anzitutto ai ragazzi feriti che stanno ancora affrontando un lungo percorso di recupero.


Il ricordo durante i Mondiali

A febbraio Crans-Montana ospiterà i campionati iridati di sci alpino, appuntamento atteso dalle istituzioni e dagli operatori locali. Proprio in quei giorni, però, i genitori chiedono che le immagini rimangano visibili davanti al Constellation.

Per le famiglie, lasciare i volti nel luogo dell’incendio significa mantenere vivo il ricordo di chi è morto o ha riportato lesioni gravi. Il loro appello è sintetizzato nelle parole: «I nostri figli devono avere il loro posto dove hanno perso la vita o sono rimasti gravemente feriti».

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La nuova struttura davanti al locale

Il Comune intende proteggere l’ex discobar con una recinzione di legno e una copertura temporanea, arricchita da elementi a forma di stella. L’opera dovrebbe essere installata prima delle festività, quando la località comincerà ad accogliere i visitatori della stagione sciistica.

Sul perimetro verrebbero riportati soltanto i 41 nomi delle vittime. Le fotografie, invece, sarebbero collocate in un’area coperta nei pressi della cappella di Saint-Christophe, lontano dal centro della località.


La posizione dei genitori

Le famiglie Riva, Giola, Stucky, Nota, Prosperi, Costanzo, Barosi e Grana stanno valutando il ricorso contro il progetto. Contestano soprattutto la scelta di allontanare le immagini dal punto in cui i ragazzi hanno perso la vita o sono stati feriti.

Erica e Nicola, genitori di Achille Barosi, hanno ricordato che gli amici del figlio avevano sistemato la sua fotografia sulla parete provvisoria durante l’estate, affrontando un momento emotivamente difficile. A loro giudizio, coprire quei ritratti toglierebbe dignità al ricordo dei giovani.

Per le notti del 31 dicembre e del 1° gennaio, il Comune ha programmato proiezioni luminose sul lago Grenon e un’installazione presso il centro congressi Le Régent, con costi considerati rilevanti. Le famiglie chiedono però che l’attenzione resti anche sui volti esposti al Constellation.

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