Crans Montana, il caso dell’indennità scuote Zurich: pronta la replica legale
La compagnia contesta la richiesta presentata da Jessica Moretti dopo il rogo di Le Constellation, mentre resta aperto il procedimento per la morte di 41 persone.
A fine agosto Jacques Moretti è stato arrestato per una presunta aggressione domestica ai danni della moglie Jessica. La vicenda, distinta dall’inchiesta sul rogo, ha riportato l’attenzione sulla coppia che gestiva il locale Le Constellation di Crans-Montana.
I coniugi sono tra i sedici imputati nel procedimento sulla strage e devono rispondere, tra le altre contestazioni, di omicidio colposo e incendio dovuto a negligenza. Durante le udienze hanno respinto le accuse, sostenendo di non sapere che quelle candele potessero essere pericolose e di averle considerate conformi alle autorizzazioni dei vigili del fuoco.
Zurich contesta la richiesta di Jessica Moretti
Secondo fonti vicine a Zurich, la proprietaria del locale avrebbe chiesto, attraverso la polizza assicurativa, il pagamento di un’indennità giornaliera legata a un infortunio sul lavoro subito in relazione all’incendio. La compagnia ritiene tuttavia che la domanda non abbia basi valide.
La posizione assunta da Moretti avrebbe spinto Zurich a valutare iniziative legali per difendere i propri interessi. La richiesta è quindi destinata a diventare un ulteriore fronte di confronto, parallelo al procedimento penale per quanto accaduto nel bar.
La notte che ha sconvolto Crans-Montana
Il rogo divampò nella notte di Capodanno all’interno di Le Constellation, causando 41 vittime e 115 feriti. Tra le persone morte c’erano anche sei ragazzi italiani tra i 15 e i 17 anni: Sofia Prosperi, Chiara Costanzo, Achille Barosi, Giovanni Tamburi, Riccardo Minghetti ed Emanuele Galeppini.
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La ricostruzione indica in una candela pirotecnica fissata a una bottiglia di champagne il possibile innesco delle fiamme. Il fuoco avrebbe raggiunto il soffitto e si sarebbe propagato rapidamente, mentre nel locale si trovavano circa 200 persone.
Fuga tra fumo e panico
La presenza di una sola uscita d’emergenza, ritenuta insufficiente rispetto alla situazione, avrebbe reso difficoltosa l’evacuazione. Numerosi presenti riuscirono a uscire rompendo una vetrata, nel tentativo di sottrarsi alla calca e al fumo.
L’accusa nei confronti dei gestori si concentra anche sulle condizioni di sicurezza e sulla gestione degli articoli pirotecnici. Jacques e Jessica Moretti hanno però negato ogni responsabilità, affermando di non essere consapevoli dei rischi associati a quel modello di candela.
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