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Cronaca 2 min di lettura1 ora fa

Corteo No Tav, la protesta è pacifica ma scatena lo scontro politico

Ad Avigliana sfilano residenti, attivisti e rappresentanti del centrosinistra, mentre Fratelli d’Italia contesta la presenza di esponenti dei centri sociali.

La manifestazione contro la nuova tratta ferroviaria si è svolta senza incidenti, ma la partecipazione di attivisti e figure politiche ha riacceso il confronto sul movimento No Tav. Il corteo ha collegato Sant’Ambrogio Torinese ad Avigliana, mantenendosi distante dall’area dei cantieri teatro degli scontri dello scorso luglio, quando furono 120 i feriti tra le forze dell’ordine.


Una marcia lontana dai cantieri

Al centro della protesta c’è il progetto della tratta Avigliana-Orbassano, lunga 24 chilometri e dal costo previsto di 3 miliardi di euro. Il percorso scelto per la manifestazione non ha interessato la zona dei lavori, dove nei mesi scorsi si erano verificati gli episodi più duri legati alla contestazione dell’alta velocità.

Questa volta, secondo quanto riportato, il corteo è rimasto tranquillo. Insieme ai residenti e alle famiglie della zona hanno partecipato le consuete sigle contrarie alla linea ferroviaria, oltre ad alcuni esponenti dell’area dei centri sociali. Tra loro anche Dana Lauriola, indicata come una figura storica di Askatasuna.


La presenza politica accende la polemica

Alla mobilitazione hanno preso parte anche rappresentanti locali del Partito Democratico, esponenti del Movimento 5 Stelle e dirigenti di Alleanza Verdi e Sinistra. In prima fila ha sfilato Chiara Appendino, già sindaca di Torino, mentre tra i partecipanti è stato segnalato anche Marco Grimaldi, esponente di Alleanza Verdi e Sinistra, insieme ad altri rappresentanti del centrosinistra.

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La presenza di questo fronte politico accanto agli attivisti ha provocato la reazione di Augusta Montaruli, di Fratelli d’Italia. La deputata ha criticato quella che considera una convergenza tra il cosiddetto campo largo e gruppi responsabili di attacchi verbali alle forze dell’ordine, rilanciando sui social alcune frasi offensive pubblicate da attivisti No Tav alla vigilia del corteo.

«Il campo largo marcia con chi insulta i poliziotti», ha scritto Montaruli, trasformando una giornata di protesta senza disordini in un nuovo terreno di scontro politico. La discussione si concentra così non soltanto sull’opera ferroviaria, ma anche sulle presenze scelte dai partiti e dai movimenti che hanno aderito alla manifestazione.

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