597notizie oggi Scopri i vantaggi
Cronaca 3 min di lettura16 ott

Cortei studenteschi, alta tensione a Torino: scontri e idranti

Da Roma a Milano, migliaia di ragazzi hanno manifestato contro guerra, riarmo e condizioni della scuola, con momenti di confronto con le forze dell’ordine in diverse città.

Sassi, bottiglie e fumogeni hanno segnato la giornata di mobilitazione studentesca in varie città italiane. Il momento più critico si è registrato a Torino, dove un gruppo di manifestanti ha affrontato le forze dell’ordine; cortei e iniziative si sono svolti anche a Roma, Milano, Bologna, Genova e Venezia.

Le proteste sono nate dopo le occupazioni di alcuni istituti e hanno messo al centro il finanziamento della scuola, il costo della vita, il rifiuto della guerra e la contestazione delle politiche sul riarmo. A Roma, secondo le forze dell’ordine, hanno partecipato oltre 5mila studenti; il collettivo Osa ha invece rivendicato la presenza di 400mila persone complessive in Italia.

Offerta del giorno17 ottobre

Douglas

-20% su ordini da 69€ da Douglas

Scade tra 2 giorni
*******


Torino, il corteo finisce sotto pressione

In piazza Castello alcune centinaia di partecipanti si sono separati dal corteo principale, coprendosi il volto e dirigendo pietre, bottiglie di vetro e torce di segnalazione verso gli agenti. La polizia ha utilizzato idranti e lacrimogeni per contenere il lancio, mentre i manifestanti intonavano cori ostili alle forze dell’ordine, tra cui la versione italiana di “Tutto il mondo odia la polizia”.

Dopo una fase di forte tensione, la situazione è tornata più calma. I partecipanti sono stati spinti verso via Po e sul terreno sono rimasti sassi, bottiglie e bastoni. In precedenza, lungo il percorso, erano stati lanciati anche uova, castagne e altri oggetti contro gli agenti, la sede della Città metropolitana e il grattacielo di Intesa Sanpaolo.

Un gruppo di insegnanti ha cercato di evitare nuovi contatti collocandosi tra gli studenti e il cordone della polizia in corso Inghilterra. I docenti, presenti alla manifestazione in segno di solidarietà, hanno provato a favorire il dialogo e la ripresa del percorso, mentre non risultavano ulteriori disordini in quel momento.


Le altre piazze e le contestazioni

A Roma il corteo si è chiuso alla Città dell’Altra Economia, nel quartiere Testaccio, dopo un’azione davanti al ministero dell’Istruzione caratterizzata da cori e petardi. Le realtà studentesche hanno convocato per il 23 ottobre un’assemblea pubblica per dare continuità alla mobilitazione.

A Milano, durante la manifestazione “Nessuno è straniero”, sono state mostrate immagini di Giorgia Meloni e Antonio Tajani capovolte e segnate da impronte rosse. Al termine, i partecipanti hanno occupato l’ex obitorio di via Francesco Sforza, edificio comunale concesso alla Statale per future attività didattiche. Gli organizzatori hanno parlato di 5mila presenze; il corteo si è concluso senza particolari incidenti.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.

A Bologna circa mille studenti hanno raggiunto la stazione dopo il concentramento nella zona universitaria. Lì sono stati fermati dagli agenti in assetto antisommossa: sono stati accesi fumogeni e lanciate bottiglie, fino a un breve contatto con la polizia, che ha respinto il gruppo con gli scudi. La manifestazione è poi ripartita verso via Irnerio.

A Genova sono state esposte, vicino ai contenitori per i rifiuti, sagome di Meloni e Giuseppe Valditara a testa in giù, colpite anche da uova. L’azione richiamava l’episodio di Benito Mussolini del 29 aprile 1945 a piazzale Loreto; davanti alla sede di Confindustria è stato inoltre dato alle fiamme un carro armato di cartone.


Le rivendicazioni oltre lo sciopero

A Venezia, a Mestre, palloncini contenenti vernice rossa sono stati scagliati contro una parete della sede della Città Metropolitana. I manifestanti hanno indicato il colore come simbolo del sangue di Gaza. Cortei e iniziative si sono registrati anche a Padova, Treviso e Cagliari.

La Rete degli studenti ha annunciato “Generazione Fuoriclasse”, progetto pensato per trasformare la protesta in una mobilitazione continuativa. Angela Verdecchia, coordinatrice nazionale dell’organizzazione, ha spiegato che l’obiettivo è intervenire su caro studio, spese quotidiane, tutele insufficienti e condizioni degli istituti, chiedendo che gli studenti partecipino alle decisioni sulla scuola.

Osa ha comunicato l’adesione allo sciopero generale del 30 ottobre e a una giornata europea di astensione studentesca fissata per il 20 novembre. Tra gli slogan comparsi nelle piazze, quelli più ricorrenti chiedevano di destinare risorse all’istruzione invece che agli armamenti e di rafforzare i diritti.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere