Milano, sassi e cariche durante il corteo. A Roma sfila la Via maestra
Tensione nel centro di Milano durante la manifestazione, mentre nella capitale Cgil e oltre cento associazioni chiedono più diritti sociali e tutela della Costituzione.
Il doppio volto della mobilitazione si è visto tra Milano e Roma: nel capoluogo lombardo il corteo è stato interrotto da lanci di pietre e dalla reazione delle forze dell’ordine, mentre nella capitale si prepara una manifestazione dedicata a lavoro, pace, ambiente, welfare e Costituzione.
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A Milano il corteo si spezza
In via Broletto, vicino a via San Tomaso, alcuni partecipanti hanno lanciato numerosi sassi verso la Polizia. La zona si trova nel centro cittadino, dove si era fermato il corteo di Italia in piazza, seguito da oltre cinquemila manifestanti.
Gli agenti in assetto antisommossa hanno effettuato una carica di alleggerimento. Dopo l’intervento, la manifestazione si è divisa: alcuni gruppi di giovani hanno imboccato via Bossi, mentre nella zona sono rimasti momenti di forte confusione.
La giornata ha fatto registrare anche danni alle pensiline Atm e ai vetri dei primi piani di alcuni edifici storici. Durante gli incidenti sono state lanciate bombe carta e accesi fuochi pirotecnici; la situazione ha coinvolto anche diversi ragazzi presenti al corteo.
Roma punta su diritti e pace
Nella capitale, invece, la mobilitazione promossa dalla Cgil insieme a più di cento realtà laiche e cattoliche riunite nella Via maestra seguirà un programma distinto. Il concentramento è previsto attorno alle 14 in piazza della Repubblica, da dove partirà il percorso verso piazza del Popolo.
Una volta arrivati, dal palco sono previsti diversi interventi. La conclusione sarà affidata a Maurizio Landini, segretario generale della Cgil, che chiuderà l’appuntamento nazionale.
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Le richieste della Via maestra
Tra le priorità indicate dai promotori figurano l’aumento di salari e pensioni, il superamento dei contratti precari e il contrasto al lavoro povero. La piattaforma chiede inoltre di ridurre la distanza nelle retribuzioni tra uomini e donne e di costruire un sistema fiscale più equo.
Sul fisco, le associazioni propongono un’azione più incisiva contro l’evasione, una riduzione delle imposte su stipendi e pensioni e un maggiore contributo da parte di grandi patrimoni, rendite e profitti straordinari. Il principio sostenuto è quello della progressività: chi dispone di maggiori risorse dovrebbe versare di più.
La mobilitazione comprende anche la richiesta di rafforzare sanità e istruzione pubbliche. I promotori indicano come obiettivo il 7,5% del Pil per la sanità e il 5% per l’istruzione, insieme a nuove assunzioni, tempi più brevi per le prestazioni e servizi di qualità in ogni area del Paese.
Completano la piattaforma il diritto alla casa, il legame tra occupazione e tutela ambientale, il rifiuto del riarmo e dell’aumento delle spese militari. Al centro ci sono infine la libertà di dissenso e l’attuazione dei principi sanciti dalla Costituzione.
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