Coniglio ucciso e cucinato: la condanna dell’uomo che terrorizzò la compagna
In Spagna una donna ha subito mesi di aggressioni, minacce e umiliazioni prima di riuscire a rivolgersi alla polizia: il responsabile dovrà restare lontano da lei per 24 anni.
Per mesi ha vissuto tra percosse, minacce e punizioni inflitte dal compagno. L’episodio più drammatico si è verificato a Monserrat, in Spagna, quando l’uomo ha ucciso il coniglio domestico della donna sotto i suoi occhi e l’ha obbligata a mangiarne la carne. La vittima ha trovato la forza di denunciare soltanto dopo un’ultima aggressione, avvenuta mentre preparava le valigie per lasciare l’abitazione.
Una vendetta nata da un incidente
La spirale di violenza era cominciata nell’ottobre del 2021, circa un mese dopo l’inizio della convivenza. Durante un taglio di capelli, la donna aveva accidentalmente sputato sul fidanzato mentre soffiava sulla macchinetta: una circostanza banale che lui aveva trasformato in un pretesto per punirla.
L’uomo l’aveva immobilizzata, minacciata con un coltello puntato alla gola e avvertita che durante la notte sarebbe stato versato del sangue. Aveva inoltre detto che l’avrebbe bruciata viva, sostenendo che meritasse di morire, e che avrebbe poi disperso i suoi denti in un campo.
La ritorsione non si era fermata alle minacce. La vittima era stata costretta a reggere il coniglio per le zampe mentre il compagno lo uccideva. Dopo averle imbrattato il volto con il sangue dell’animale, l’uomo aveva cucinato la carcassa e obbligato la donna a consumarla. Quando lei aveva cercato rifugio in bagno, lui aveva sfondato la porta e l’aveva riportata nella sala da pranzo per mostrarle il corpo del coniglio.
Mesi di botte e umiliazioni
Nel corso del processo sono emersi altri episodi. Durante un viaggio, l’imputato avrebbe colpito la compagna con una mazza perché non approvava gli abiti scelti per uscire. In un’altra occasione le aveva legato mani e gambe, minacciando di tagliarle la gola e di gettarla nel camino.
Poche settimane dopo, la donna era stata nuovamente immobilizzata per circa un’ora e costretta a inginocchiarsi su del riso sparso a terra. L’aggressore l’aveva poi percossa con una mazza, colpendola anche agli occhi. Nel gennaio 2022 le aveva sferrato un pugno al naso, accusandola di parlare troppo.
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La decisione di allontanarsi era arrivata pochi giorni più tardi. Mentre preparava i propri effetti personali, la donna era stata colpita all’occhio sinistro. Il giorno seguente si era presentata alla polizia e aveva raccontato quanto subito, interrompendo la convivenza e chiedendo protezione.
La sentenza del tribunale
Il tribunale di Valencia ha condannato Belahouel A. a quattro anni e mezzo di carcere, oltre a 240 giorni di lavori di pubblica utilità. Le accuse comprendono percosse nell’ambito della violenza di genere, lesioni, minacce reiterate, maltrattamenti in famiglia, uccisione e maltrattamento di animali e violazioni dell’integrità morale.
La corte ha riconosciuto l’aggravante legata al rapporto tra autore e vittima e quella connessa ai motivi di genere. È stata invece applicata l’attenuante del vizio parziale di mente: all’uomo è stata diagnosticata una schizofrenia paranoide.
Oltre alla pena principale, il divieto di avvicinarsi alla donna resterà in vigore per 24 anni, entro una distanza minima di 1.000 metri. Alla vittima è stato inoltre riconosciuto un risarcimento di 3.420 euro per i danni fisici e morali provocati dagli abusi.
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