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Cronaca 1 min di lettura5 ore fa

Concorsi in divisa, il crollo è nei numeri: da 400mila a 46mila

In un quarto di secolo le candidature per entrare nella Polizia di Stato sono precipitate, tra stipendi poco attrattivi, caro-casa e scarsa disponibilità a trasferirsi.

Un tempo il posto in divisa rappresentava un traguardo ambito, soprattutto nel Mezzogiorno. Oggi i numeri dei concorsi per la Polizia di Stato raccontano una trasformazione netta: le domande sono diminuite drasticamente e molti candidati non arrivano nemmeno alle prove.


Il confronto che misura il declino

Vent’anni fa, per i 780 posti da agente messi a concorso, furono presentate quasi 400.000 richieste. Significava avere oltre 500 aspiranti per ciascun posto disponibile, un livello di partecipazione oggi molto lontano.

Nel 2025 il concorso per la stessa qualifica ha raccolto 46.000 domande a fronte di 4.617 posti. Alle prove, però, si sono presentate meno di 20.000 persone: meno della metà di quelle inizialmente candidate.

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Perché la divisa convince meno

Il calo delle candidature viene collegato a diversi ostacoli che pesano sulle carriere iniziali. Tra questi ci sono retribuzioni considerate poco competitive, il costo ormai elevato delle abitazioni e la limitata disponibilità dei giovani a spostarsi per lavoro.

Per tornare a intercettare l’interesse delle nuove generazioni si guarda anche a strumenti diversi dai canali tradizionali, come sondaggi e social network. L’obiettivo è capire quali aspettative abbiano i potenziali candidati e come rendere nuovamente attrattivo l’ingresso nelle forze dell’ordine.

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