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Cronaca 1 min di lettura3 ore fa

Comunità nel Torinese, l’accusa: schiavitù e abusi sessuali

Un 59enne è finito in carcere dopo l’inchiesta dei carabinieri su una realtà residenziale nella Bassa Val di Susa.

Violenza fisica e psicologica, abusi sessuali e persone vulnerabili attirate in una comunità residenziale: è il quadro delineato dagli investigatori nella Bassa Val di Susa. L’operazione riguarda una presunta setta pseudo-spirituale e ha portato a una misura cautelare in carcere nei confronti di un uomo di 59 anni.

L’ordinanza viene eseguita dalle prime ore di oggi dai carabinieri del Comando provinciale di Torino. Al 59enne vengono contestati, a vario titolo, i reati di riduzione in schiavitù, maltrattamenti in famiglia, violenza sessuale aggravata e truffa aggravata ai danni dello Stato.


Le accuse dentro la comunità

Secondo gli elementi raccolti durante l’indagine, nella struttura gestita dall’uomo si sarebbero verificati episodi di sopraffazione e abusi. Le contestazioni comprendono presunte aggressioni fisiche, condotte di natura psicologica e violenze sessuali ai danni delle persone ospitate.

L’inchiesta è ancora riferita a ipotesi di reato che dovranno essere valutate nelle successive fasi del procedimento. La misura cautelare eseguita oggi rappresenta l’esito degli accertamenti svolti finora dagli investigatori e coordinati dalla Procura della Repubblica.

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Così sarebbero state avvicinate le vittime

La ricostruzione dei carabinieri attribuisce all’indagato un preciso percorso di avvicinamento. Attraverso attività presentate come corsi di yoga, meditazione e difesa personale, il 59enne avrebbe intercettato individui che si trovavano in condizioni di particolare vulnerabilità.

Dopo il primo contatto, le persone sarebbero state accolte nella comunità residenziale da lui amministrata. È proprio all’interno di questa realtà che, stando a quanto emerso dagli accertamenti, si sarebbero consumati i maltrattamenti e gli altri abusi contestati.

Le verifiche sono state condotte dal Nucleo investigativo dei carabinieri di Torino, sotto il coordinamento della Procura. L’intervento scattato oggi ha quindi reso esecutiva la custodia cautelare in carcere disposta nei confronti dell’uomo, ritenuto responsabile dei fatti indicati nell’ordinanza.

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