Cinque Terre, la rivolta delle guide: «Le multe ricadono su di noi»
Le guide del Parco hanno riconsegnato i tesserini dopo le nuove regole varate dal Comune di Riomaggiore per contrastare il sovraffollamento turistico.
La protesta delle guide del Parco delle Cinque Terre è arrivata direttamente nella sede dell’istituzione: i professionisti hanno restituito i propri tesserini per contestare gli effetti delle disposizioni introdotte dal Comune di Riomaggiore. Una scelta definita dolorosa, ma ritenuta necessaria davanti a responsabilità che, secondo loro, non possono essere scaricate sulla categoria.
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Le guide contestano il nuovo impianto
Al centro della mobilitazione ci sono le conseguenze delle nuove regole comunali. Le guide sostengono che i provvedimenti finiscano per attribuire loro compiti e colpe estranei al loro ruolo, esponendole anche al rischio di dover sostenere personalmente il peso delle sanzioni.
La loro posizione è stata riassunta durante la protesta con una frase netta: «Multano noi, per combattere il sovraffollamento turistico». Il messaggio è rivolto a un sistema che, secondo i manifestanti, prova a gestire la pressione sui sentieri e nei borghi facendo ricadere il costo delle misure su chi accompagna i visitatori.
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Una restituzione dal valore simbolico
La consegna dei tesserini rappresenta quindi sia una forma di dissenso sia la denuncia di un rapporto diventato difficile dopo la stretta decisa da Riomaggiore. Le guide ritengono che le disposizioni abbiano creato un collegamento diretto tra la loro attività e responsabilità che non riconoscono come proprie.
«È una scelta dolorosa», hanno spiegato, sottolineando però che le nuove disposizioni le metterebbero nella condizione di pagare in prima persona per problemi più ampi. La protesta si è così trasformata in una richiesta di chiarimento sul ruolo attribuito alle guide nella gestione del sovraffollamento alle Cinque Terre.
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