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Cronaca 1 min di lettura2 giorni fa

Cimiteri romani, 11 sanzioni: il caso delle salme non mineralizzate

Ama ha concluso i procedimenti interni dopo le anomalie rilevate al Flaminio-Prima Porta e a Maccarese, inviando la documentazione agli organi competenti

La documentazione relativa alle irregolarità è stata inoltrata da Ama all’Autorità giudiziaria e al sindaco di Roma. La trasmissione, prevista dal Regolamento di Polizia Mortuaria, consentirà eventuali ulteriori verifiche sulle operazioni svolte nei cimiteri coinvolti.


Sanzioni calibrate sulle responsabilità

L’azienda ha comunicato l’esito degli accertamenti interni distinguendo le posizioni dei lavoratori in base al livello di responsabilità ritenuto sussistente. Il procedimento si è concluso con il licenziamento di 7 dipendenti e con la sospensione dal servizio di altri 4.

I provvedimenti sono arrivati dopo i controlli condotti sulle attività di alcune squadre operative. Ama ha precisato che le decisioni disciplinari rappresentano l’esito delle verifiche aziendali, mentre agli organi pubblici spetteranno gli eventuali approfondimenti di loro competenza.


Il nodo delle salme non mineralizzate

Al centro del caso ci sono alcune operazioni eseguite nei cimiteri Flaminio-Prima Porta e Maccarese. In determinate circostanze, i resti sarebbero stati collocati in una cassetta ossario prima che il processo di mineralizzazione fosse completato.

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Con questo termine si indica la trasformazione naturale dei tessuti, che nel tempo porta a una prevalente presenza di ossa. La corretta conclusione di tale processo è essenziale perché il passaggio in un contenitore di dimensioni ridotte segue regole precise.


Cosa stabiliscono le norme

La disciplina cimiteriale consente il trasferimento nell’ossario soltanto dopo 30 anni dalla tumulazione. Quando il corpo non ha ancora raggiunto una sufficiente mineralizzazione, deve essere scelta una diversa procedura, soggetta anche a modalità operative e costi differenti.

La collocazione in una cassetta più piccola permette alla famiglia di recuperare lo spazio precedentemente occupato dalla sepoltura. Questa soluzione comporta inoltre una spesa inferiore rispetto alla prosecuzione della permanenza nella sistemazione originaria, ma può essere effettuata soltanto quando ricorrono i presupposti previsti.

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