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Cronaca 2 min di lettura1 ora fa

Chat degli anestesisti: trapianto per Domenico ormai impossibile

Il bambino è morto dopo il fallimento del trapianto cardiaco, collegato all’Ecmo in terapia intensiva

Domenico Caliendo è morto in terapia intensiva dopo il fallimento del trapianto di cuore, mentre era collegato all’Ecmo.

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Le frasi nella conversazione

In una chat degli anestesisti del Monaldi di Napoli compare anche un commento sulle condizioni del bambino e sulle possibilità di un nuovo intervento. Un partecipante scrive che per Domenico ormai si registravano «polmoni di pietra, insufficienza epatica e tac encefalo peggiorata».

Nella stessa conversazione viene inoltre messa in dubbio l’attenzione riservata ai dati clinici, con un riferimento a chi avrebbe cercato soltanto di tutelare la propria posizione. Il contenuto della chat è stato richiamato dalla famiglia Caliendo e dal legale Francesco Petruzzi.


Le ipotesi della famiglia

Secondo i familiari e il loro avvocato, un trasferimento tempestivo dall’Ecmo al Berlin-Heart avrebbe potuto ridurre i danni agli organi. Il dispositivo, definito cuore artificiale, avrebbe consentito di mantenere più a lungo le funzioni dell’organismo in attesa di una nuova opportunità.

La tesi sostenuta dalla famiglia è che, se il passaggio fosse avvenuto in tempo, Domenico avrebbe forse potuto essere sottoposto a un secondo trapianto. Le conversazioni mostrano però anche il peggioramento clinico che, a quel punto, avrebbe reso impraticabile un ulteriore intervento.

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La revoca delle ferie

Il 12 febbraio 2026 la direzione dell’ospedale revocò le ferie richieste dal cardiochirurgo Guido Oppido. Il medico aveva previsto di assentarsi fino all’8 marzo, ma gli fu chiesto di garantire la continuità delle cure per il bambino.

Il giorno successivo, 13 febbraio, nella chat fu pubblicato un messaggio secondo cui il trapianto avrebbe potuto essere eseguito circa venti giorni prima, mentre ormai non avrebbe avuto più utilità. Una settimana dopo, Domenico morì in terapia intensiva.

Il bambino era stato trasferito nel reparto il 23 dicembre 2025, dopo il fallimento del trapianto cardiaco. In seguito rimase collegato all’Ecmo, il sistema di sostegno temporaneo capace di sostituire per un periodo limitato il lavoro di cuore e polmoni.

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