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Cronaca 3 min di lettura1 ott

Cassonetto in fiamme e una segnalazione: il caso Bagayoko

Il sindaco di Saint-Denis è finito nel mirino della prefettura dopo le parole sulle proteste liceali e i video che lo mostrano accanto ai manifestanti.

Prima allontana un cassonetto incendiato dal cancello di una scuola, poi torna accanto agli studenti e canta con loro la Marsigliese. Le immagini di Bally Bagayoko, sindaco di Saint-Denis, hanno alimentato il dibattito politico francese proprio mentre il prefetto di polizia di Parigi, Patrice Faure, lo ha segnalato alla Procura di Bobigny per presunta istigazione a delinquere.


Il video riapre la polemica

Bagayoko, esponente di La France insoumise, aveva visitato lunedì e martedì il liceo Paul-Éluard di Saint-Denis, dove il blocco degli ingressi era sfociato anche in momenti di tensione con le forze dell’ordine. In una delle riprese inizialmente circolate, il primo cittadino appariva vicino a un bidone in fiamme, mentre in un filmato più ampio si vede che lo trascina via per impedire che il fuoco raggiunga la recinzione dell’istituto.

Il sindaco ha sostenuto di aver agito per proteggere i ragazzi e agevolare l’arrivo dei vigili del fuoco. Ha respinto l’ipotesi di aver acceso o incoraggiato l’incendio, definendo infondate le accuse e spiegando di aver invitato gli studenti a non cadere nelle provocazioni, a non esporsi a rischi e a proseguire la mobilitazione senza violenza.

Un’altra sequenza lo mostra insieme ai liceali mentre intona la Marsigliese. Il filmato, rilanciato dallo stesso Bagayoko, è stato ampiamente condiviso e ha diviso l’opinione pubblica, con critiche soprattutto dagli ambienti della destra francese.


Le parole finite sotto esame

A provocare l’intervento della prefettura sono state anche le dichiarazioni rilasciate dal sindaco durante un’intervista televisiva. Bagayoko ha affermato: «In determinate circostanze la violenza può essere legittima», precisando subito dopo che, quando esiste un’alternativa, è preferibile evitarla.

Secondo l’entourage di Faure, quella frase avrebbe rappresentato le reazioni più dure dei manifestanti come comprensibili o legittime nei confronti della polizia. Alla prefettura viene inoltre contestato il comportamento mostrato nei video, dove il sindaco appare sorridente e balla nei pressi del cassonetto incendiato: un atteggiamento ritenuto potenzialmente interpretabile come una convalida simbolica dei danneggiamenti.

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La segnalazione è stata trasmessa al procuratore della Repubblica di Bobigny. Spetterà ora alla magistratura valutare i fatti e l’eventuale rilevanza delle parole e dei comportamenti attribuiti al primo cittadino.


La protesta e la difesa del sindaco

Le mobilitazioni riguardano le condizioni degli istituti superiori: gli studenti denunciano classi troppo numerose, la mancanza di docenti e giornate scolastiche giudicate eccessivamente lunghe. Bagayoko ha definito legittime le loro richieste, sostenendo che chiedano risorse comparabili a quelle destinate alle scuole dei quartieri più ricchi e maggiore rispetto da parte della Repubblica.

Nel complesso, l’ultimo bilancio diffuso dalle autorità indica 356 istituti coinvolti, 75 dei quali nella regione parigina. Il ministro dell’Interno Laurent Nunez ha comunicato inoltre 625 arresti e 83 agenti feriti durante le proteste.

Dopo aver appreso della segnalazione attraverso un dispaccio dell’AFP, Bagayoko ha detto di essere pronto a rispondere a ogni richiesta della giustizia. Ha accusato i suoi critici di basarsi su citazioni estrapolate e filmati selezionati, ribadendo: «I fatti dimostrano che la violenza non è il nostro metodo d’azione».

Il sindaco ha infine difeso la propria presenza ai blocchi, spiegando che il suo obiettivo sarebbe stato mantenere condizioni sicure e tranquille per consentire ai giovani di esporre le proprie rivendicazioni. A suo giudizio, quelle domande richiedono una risposta politica e non il silenzio o la repressione.

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