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Cronaca 2 min di lettura1 ora fa

Caso Siher, Mauriello richiama il rispetto tra i poteri

Meritocrazia Italia invita a ridurre il conflitto dopo la scarcerazione disposta dal Gip di Milano

Meritocrazia Italia ha chiesto di rispettare l’autonomia reciproca tra Governo e magistratura dopo la scarcerazione di Youssef Siher, indicato come fautore delle manifestazioni violente di Milano. L’ordinanza del Gip milanese aveva alimentato il confronto tra la posizione dell’esecutivo guidato da Giorgia Meloni e quella della magistratura.

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L’appello di Mauriello

Walter Mauriello, presidente nazionale di Meritocrazia Italia, ha richiamato la necessità di mantenere distinti i compiti dei diversi poteri dello Stato. «Il Governo ha il dovere di chiedere sicurezza e tutela per i cittadini e per le città, e la Magistratura ha il dovere di applicare la legge sulla base delle prove e delle garanzie processuali», ha affermato in una nota.

Secondo Mauriello, né l’esecutivo né i giudici devono interferire nelle competenze altrui o indebolirne la credibilità davanti all’opinione pubblica. L’associazione ha quindi invitato a non alimentare sospetti, sostenendo che la fiducia nelle istituzioni nasce dal rispetto delle norme e di chi è chiamato a interpretarle.


Tempi e qualità della giustizia

Nel documento si affronta anche il tema della durata dei procedimenti. Per Mauriello, la rapidità non può tradursi in una risposta punitiva immediata: occorre eliminare le attese evitabili, conservando però il tempo necessario per esaminare gli elementi, garantire la difesa e arrivare a una decisione motivata.

La responsabilità, viene osservato, riguarda tutti e parte dall’organizzazione degli uffici giudiziari. Un rallentamento gestionale, secondo Meritocrazia Italia, non può diventare automaticamente una tutela processuale; allo stesso tempo, la qualità della giustizia non può essere misurata soltanto dal numero di fascicoli definiti.

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Il valore delle sentenze

Mauriello ha messo in guardia anche dal rischio di trattare la motivazione delle decisioni come un peso amministrativo. Dietro ogni procedimento ci sono persone, e il conteggio dei provvedimenti non indica se le parti siano state ascoltate in modo adeguato né se l’accertamento sia stato sufficientemente solido.

L’associazione ritiene che le questioni complesse non debbano ricevere risposte standardizzate per ragioni di produttività. Una sentenza, ha spiegato Mauriello, può ricomporre il conflitto soltanto quando espone ragioni verificabili e consente anche a chi non ottiene ciò che chiede di capire perché le proprie argomentazioni non siano state accolte.


La richiesta alle istituzioni

Meritocrazia Italia ha infine sollecitato un abbassamento dei toni e ha chiesto di non trasformare l’ordinanza del Gip nell’ennesimo confronto tra politica e magistratura. Nel documento si reclama una giustizia più rapida senza sacrificare le garanzie, insieme a strumenti adeguati per gli uffici giudiziari.

L’associazione ha inoltre ribadito la necessità di rispettare il lavoro dei giudici, chiamati ad applicare le leggi approvate dal Parlamento. Per Mauriello, soltanto la collaborazione leale tra le istituzioni e la fiducia nelle regole possono restituire alla comunità una sicurezza condivisa.

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