Caso Roggero, la norma che può cambiare tutto: il nodo risarcimenti
La difesa della famiglia di Gjovalin Lazri mette nel mirino la regola entrata nel ddl Sicurezza, mentre si attende il via libera della procura per i funerali.
La partita più delicata, al momento, non riguarda solo il profilo penale del caso, ma anche quello civile. Secondo l’avvocata Roberta Sisimbro, che assiste la famiglia di Gjovalin Lazri, se dovesse prevalere l’ipotesi della legittima difesa entrerebbe in gioco la cosiddetta norma “salva Roggero”, che esclude l’obbligo di risarcire il danno per chi viene considerato scriminato.
Il fronte civile sotto esame
Sisimbro ha spiegato che i profili civilistici sono ancora oggetto di verifica, ma ha anche aperto alla possibilità di contestare la tenuta costituzionale della disposizione, inserita nel ddl Sicurezza ed entrata in vigore da poco. Nel suo ragionamento, una previsione di questo tipo rischierebbe di allargare troppo il perimetro consentito dalla legge.
"Con una norma del genere si apre al Far West" ha detto la legale, riassumendo così la sua preoccupazione sul possibile effetto pratico del provvedimento. Il punto, dunque, non è soltanto stabilire come andrà letto il caso sul piano giudiziario, ma anche capire quali conseguenze possa avere la nuova disciplina sui diritti della famiglia della vittima.
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Funerali in attesa del via libera
Sul piano delle esequie, l’autopsia è già stata eseguita e si attende a breve il nulla osta della procura di Asti. I funerali di Lazri, però, non si terranno a Torino.
Il 36enne albanese viveva in Italia da quando era giovane e l’avvocata della famiglia lo conosceva già prima della tragedia. Sisimbro aveva seguito anche alcune sue vicende giudiziarie, finite in processi per furto e ricettazione: per quei fatti Lazri era stato condannato nel 2013, senza però passare dal carcere.
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