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Cronaca 1 min di lettura41 min fa

Caso ricina, Di Vita rompe il silenzio: l’ammissione al pm

Durante l’interrogatorio, Gianni Di Vita avrebbe riconosciuto davanti al pubblico ministero di aver tradito la moglie; il materiale disponibile non offre ulteriori dettagli sull’indagine.

La vicenda legata alla morte per ricina riporta al centro delle indagini Gianni Di Vita. Nel corso dell’interrogatorio davanti al pubblico ministero, l’uomo avrebbe ammesso di aver avuto una relazione extraconiugale.

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L’ammissione davanti al magistrato

La dichiarazione riguarda esclusivamente la sua vita privata: Di Vita avrebbe confermato di aver tradito la moglie. Non sono disponibili, nel materiale fornito, elementi sufficienti per chiarire il collegamento tra questa ammissione e la morte attribuita alla ricina.

Il contenuto dell’interrogatorio, oltre a quanto riportato nel titolo, non è stato messo a disposizione. Restano quindi da precisare la posizione dell’uomo, gli eventuali altri passaggi dell’audizione e gli elementi raccolti dagli investigatori.

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Cosa resta da chiarire

La documentazione disponibile non indica la data dell’interrogatorio, il luogo dei fatti né le circostanze in cui sarebbe avvenuta la morte. Mancano inoltre informazioni su eventuali accuse formali, provvedimenti adottati o risultati degli accertamenti tossicologici.

Senza ulteriori dati non è possibile ricostruire il ruolo di Gianni Di Vita nell’inchiesta o stabilire se l’ammissione sul tradimento abbia avuto un peso nell’attività della procura. Il quadro resta pertanto limitato alla dichiarazione riferita e al riferimento alla morte per ricina.

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