Caso Poggi, i genitori sfidano la nuova indagine: «Per noi resta Stasi
Giuseppe e Rita Poggi ribadiscono la loro posizione dopo otto anni e cinque procedimenti giudiziari, pur dicendosi pronti ad accettare un eventuale nuovo verdetto.
Giuseppe e Rita Poggi non intendono cambiare posizione sull’omicidio della figlia Chiara in assenza di un nuovo esito giudiziario. Ospiti di Verissimo, su Canale 5, hanno spiegato che considerano Alberto Stasi il responsabile riconosciuto dalla giustizia, ma che accetterebbero un’eventuale conclusione diversa.
La posizione dei genitori resta ferma
«Per noi è Stasi», hanno ribadito i genitori di Chiara Poggi durante l’intervista. La loro convinzione, hanno chiarito, non deriva dal rifiuto di prendere in considerazione altri scenari, bensì dal fatto che finora il percorso giudiziario ha indicato quel nome.
Rita Poggi ha precisato che, qualora la nuova attività investigativa portasse all’individuazione di un’altra persona, la famiglia ne prenderebbe atto. Tuttavia, ha aggiunto, il semplice avvio di un’indagine non è sufficiente a modificare una posizione maturata dopo anni di procedimenti.
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Otto anni dentro cinque processi
A ricordare la durata della vicenda è stato soprattutto Giuseppe Poggi. Il padre di Chiara ha sottolineato che la famiglia ha affrontato cinque processi nell’arco di otto anni, un periodo lungo e segnato da continui passaggi giudiziari.
«Non ci intestardiamo», ha affermato Giuseppe, spiegando che la disponibilità ad accettare un nuovo colpevole esiste, ma soltanto se sarà la giustizia a indicarlo. Per i genitori, dunque, ogni eventuale cambiamento dovrà arrivare da un nuovo accertamento formale e non soltanto dall’apertura di una diversa indagine.
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