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Cronaca 2 min di lettura5 ott

Caso Garlasco, Luongo avverte: se ci sono colpe, nessuno sarà protetto

Il comandante generale dei Carabinieri difende il lavoro del Ris e garantisce piena collaborazione con la magistratura, senza sconti per eventuali responsabilità individuali.

Eventuali irregolarità commesse in passato da appartenenti al Ris non verrebbero coperte dall’Arma. È il messaggio lanciato da Salvatore Luongo, comandante generale dei Carabinieri, durante un’intervista al Tg1 sul caso Garlasco: se gli accertamenti giudiziari individuassero responsabilità personali, la risposta sarebbe trasparente e rigorosa.


Nessuna tutela per chi ha sbagliato

Luongo ha assicurato che l’Arma rispetta il dolore delle famiglie coinvolte nella vicenda e che collaborerà senza riserve con la magistratura. Qualora venissero confermate condotte illecite o errori individuali, ha spiegato, saranno adottati provvedimenti con la massima fermezza.

“Chi ha sbagliato ne risponderà in ogni sede perché la tutela della legalità viene prima di ogni cosa”, ha dichiarato il generale. Allo stesso tempo, ha precisato che le eventuali responsabilità di singoli operatori non possono compromettere l’immagine dei tanti carabinieri che lavorano nell’Arma né il valore complessivo del Ris.


Il Ris resta al fianco dei pm

Nel suo intervento, Luongo ha anche ribadito che il Reparto investigazioni scientifiche continua a offrire il proprio contributo tecnico alle nuove verifiche richieste dall’autorità giudiziaria. Il rapporto con i magistrati, ha sottolineato, si fonda su una collaborazione piena e sul rispetto delle procedure.

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Il comandante generale ha descritto il Ris come una struttura scientifica di rilievo internazionale e come un riferimento per l’attività forense. Secondo Luongo, analisi e competenze dell’Arma devono restare estranee alle pressioni del dibattito pubblico e servire esclusivamente alla ricostruzione dei fatti.


Dubbi e rigore nella ricerca

La fiducia dei cittadini, ha osservato il generale, non può dipendere dalla pretesa infallibilità delle singole persone. Deve invece essere alimentata dalla capacità di verificare il proprio operato, riconoscere eventuali criticità e applicare con assoluta precisione i protocolli scientifici.

“La fiducia dell’opinione pubblica non si preserva nascondendo i dubbi”, ha affermato Luongo, richiamando la necessità di mantenere trasparenza e imparzialità. L’obiettivo indicato è arrivare alla verità senza lasciarsi condizionare dal clamore mediatico o da ricostruzioni manipolate.

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