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Cronaca 1 min di lettura1 ora fa

Otto pedoni travolti a Modena: El Koudri tenta il suicidio in cella

Il 31enne ha ingerito farmaci ed è stato trasferito in ospedale: la sua situazione non sarebbe grave dopo l’episodio avvenuto in carcere.

«Ogni 33 ore, in questa regione, un detenuto tenta di togliersi la vita». A richiamare l’attenzione su un fenomeno più ampio è Roberto Cavalieri, garante dei detenuti dell’Emilia-Romagna, intervenuto dopo il gesto compiuto da Salim El Koudri in carcere.

Cavalieri ha sottolineato che l’attenzione pubblica nasce soprattutto dalla notorietà del caso, senza però dimenticare le molte situazioni analoghe che restano lontane dai riflettori. Secondo il garante, garantire sostegno alle persone detenute nei momenti di disperazione non significa cancellare le loro responsabilità né attenuare la sofferenza di chi ha subito le conseguenze dei reati.


Il trasferimento dopo l’ingestione dei farmaci

El Koudri, 31 anni, avrebbe ingerito alcuni medicinali mentre si trovava detenuto. Dopo l’intervento dei soccorsi è stato condotto in ospedale per gli accertamenti e le cure necessarie.

Le informazioni disponibili indicano che l’uomo non sarebbe in pericolo di vita. L’episodio ha riportato l’attenzione sulla sua posizione, già al centro dell’inchiesta per l’investimento avvenuto a Modena il 16 maggio.

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La perizia conferma la capacità processuale

Quel giorno, nel centro della città, El Koudri travolse otto persone. Tra i pedoni colpiti c’era Monica Esposito, deceduta dopo due mesi a causa delle conseguenze riportate.

Nei giorni scorsi, durante un incidente probatorio davanti al giudice per le indagini preliminari del tribunale di Modena, è emerso che il 31enne era capace di intendere e di volere al momento dei fatti. La valutazione stabilisce quindi che può affrontare il procedimento penale.

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