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Cronaca 1 min di lettura1 ora fa

Caso Fakir: arrivano le scuse dell’agente per le frasi

Le registrazioni della bodycam sono state inserite nella perizia sull’autopsia del 42enne morto il 19 luglio a Bologna.

Un agente coinvolto nell’intervento al Pilastro, dove il 19 luglio è morto Abderrahim Fakir, ha chiesto pubblicamente scusa per le parole pronunciate durante l’operazione. Il 42enne marocchino è al centro di un’indagine, mentre le conversazioni tra i due poliziotti sono state trascritte negli atti dell’autopsia.

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Le scuse dell’agente

Attraverso una dichiarazione, il poliziotto ha rivolto le sue scuse ai familiari dell’uomo e alla Polizia. «Voglio scusarmi con la famiglia di Abderrahim Fakir e con il mio corpo di appartenenza per le frasi inaccettabili che ho pronunciato», ha detto.

A rendere pubblica la posizione dell’agente è stato il suo difensore, l’avvocato Bordoni, dopo la diffusione delle conversazioni registrate dalla telecamera indossabile. Il legale ha spiegato che il suo assistito aveva già espresso il proprio rammarico circa due mesi fa, quando quelle parole erano emerse dall’ascolto dei filmati.


Le conversazioni agli atti

Tra le frasi attribuite all’agente compare: «Se schiatta ci divertiamo». L’espressione riguardava Fakir, che poco dopo sarebbe morto al termine dell’intervento nel rione bolognese del Pilastro.

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Secondo la ricostruzione fornita dal difensore, quelle parole sarebbero state pronunciate durante una fase segnata da concitazione, stanchezza e forte coinvolgimento emotivo. L’avvocato ha tuttavia riconosciuto che simili espressioni non sono compatibili con il ruolo di un appartenente alle forze dell’ordine e ha definito doverosa la ripetizione pubblica delle scuse.

Le registrazioni della bodycam fanno parte della documentazione esaminata nella perizia sull’autopsia del 42enne. La morte di Fakir è oggetto di un procedimento investigativo ancora in corso.

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