Caso David Rossi, la simulazione cambia lo scenario: “Almeno due aggressori
A Roma ricostruita la caduta dell’ex dirigente Mps: i consulenti escludono il suicidio e ipotizzano un’aggressione compiuta da più persone.
La ricostruzione svolta a Roma riapre gli interrogativi sulla morte di David Rossi. Secondo le prime valutazioni dei consulenti, l’ex responsabile della comunicazione di Mps sarebbe stato spinto fuori dalla finestra mentre era ancora cosciente, in una dinamica incompatibile con un gesto volontario.
Le prove si sono svolte all’Università degli Studi di Roma “Foro Italico”, dove è stato riprodotto l’ambiente dell’ufficio di Rocca Salimbeni. Sono stati sistemati una finestra, alcune scrivanie e una sedia simili a quelli presenti nella sede senese; per i test è stato coinvolto un atleta con caratteristiche fisiche comparabili a quelle di Rossi.
I consulenti vedono una dinamica violenta
L’attività tecnica è stata affidata a Robbi Manghi, Marco Nigrisoli e al tenente colonnello Adolfo Gregori del Ris, con il supporto dei vigili del fuoco. L’obiettivo era capire con quale movimento e attraverso quale impiego di forza Rossi potesse essere stato portato oltre il davanzale.
Manghi ha escluso l’ipotesi di un gesto suicidario e ha parlato di un’azione condotta da più persone: “C’è stata un'aggressione violenta e difficilmente è stata una persona sola”. A suo giudizio, gli autori sarebbero stati almeno due, forse tre, e avrebbero avuto una corporatura robusta, perché Rossi era giovane, allenato e ancora cosciente.
Nigrisoli ha invece sottolineato che l’azione potrebbe essersi sviluppata in più fasi. Il primo intento, secondo questa ricostruzione ancora preliminare, potrebbe essere stato quello di intimidire la vittima, fino a lasciarla sospesa oltre la finestra, senza che l’uccisione fosse necessariamente il proposito iniziale.
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La caduta resta il punto da chiarire
La commissione sta concentrando l’esame sulla posizione assunta da Rossi durante la caduta. Il corpo arrivò a terra con il volto rivolto verso il muro e gli arti superiori sollevati: riprodurre con precisione questa postura potrebbe aiutare a verificare la compatibilità con l’intervento di una o più persone.
Gianluca Vinci, presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta, ha spiegato che il video consente di studiare la caduta, mentre le simulazioni servono a ricostruire ciò che sarebbe accaduto prima. “Quello che ci interessa è capire quante persone, con quale modalità e con quale forza hanno posto David Rossi fuori dalla finestra”, ha detto al termine delle prove.
Un mese per i risultati definitivi
Le conclusioni diffuse al Foro Italico non sono ancora l’esito finale della perizia. I consulenti hanno chiarito che servirà almeno un mese per completare l’analisi e valutare tutti gli elementi emersi durante gli esperimenti.
Vinci ha aggiunto che gli accertamenti dell’organismo parlamentare potrebbero avere un’utilità anche sul piano giudiziario, qualora fossero impiegati in una procura o all’interno di un’inchiesta. Parallelamente proseguiranno le audizioni di persone che potrebbero fornire informazioni utili: l’obiettivo dichiarato è verificare le testimonianze già raccolte e avvicinarsi alla ricostruzione completa della morte di Rossi, precipitato dal palazzo di Mps a Siena il 6 marzo 2013.
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