7.000Lettori online ora
Cronaca 2 min di lettura10 ore fa

Caso Custra, Ventura perde il beneficio della prescrizione: pena ancora aperta

La giustizia milanese ha stabilito che i 14 anni inflitti all’ex militante non si sono cancellati; la difesa annuncia un nuovo ricorso alla Cassazione.

Secondo la procuratrice generale Francesca Nanni, Raffaele Ventura non ha mai trascorso un solo giorno in carcere nonostante le condanne riportate in Italia. Per il delitto del vicebrigadiere Antonio Custra, però, la pena di 14 anni resta eseguibile: il termine della prescrizione sarebbe stato fermato da un provvedimento adottato in Francia nel 2017.

Il legale di Ventura, Davide Steccanella, ha già annunciato l’intenzione di rivolgersi nuovamente alla Cassazione. Nel frattempo il 76enne continua a vivere in Francia, dove si trova libero da decenni in virtù della cosiddetta dottrina Mitterrand.


La prescrizione si sarebbe fermata nel 2017

Il passaggio decisivo risale al 17 luglio 2017. In quella data, secondo la ricostruzione sostenuta dalla Procura generale milanese, Ventura fu trattenuto per sei ore dalla polizia francese nell’ambito di una richiesta proveniente dalle autorità italiane.

Nanni ha sostenuto che quell’arresto provvisorio abbia interrotto il decorso della prescrizione. Da quel momento il termine avrebbe ricominciato a decorrere, lasciando quindi ancora attuale l’obbligo di eseguire la condanna per la morte di Custra, avvenuta a Milano nel 1977.


La difesa contesta il valore dell’arresto

Steccanella considera invece insufficiente quell’episodio per poter parlare di avvio dell’espiazione. Il difensore ha ricordato che Ventura rimase per tre ore in un commissariato, senza comparire davanti a un magistrato, e ha messo in dubbio anche il contenuto del documento europeo utilizzato per fermarlo.

«Andrò in Cassazione per farmi spiegare come sia possibile considerare quella sosta di tre ore in una stazione di polizia come l’avvio dell’esecuzione della pena», ha affermato l’avvocato. A suo giudizio, l’atto richiamava sentenze relative a fatti commessi fino al 1976 e non menzionava né l’omicidio Custra né, più in generale, il reato di omicidio.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.


Il verdetto ribalta due decisioni

La sentenza depositata oggi ha accolto la posizione della procuratrice generale e ha cancellato gli effetti dell’ordinanza con cui era stata riconosciuta la prescrizione della pena. Il provvedimento precedente, emesso nel 2024, era stato confermato nel 2025 dal collegio milanese in appello.

La nuova pronuncia è arrivata dopo il rinvio disposto dalla Cassazione, che aveva esaminato il ricorso presentato dalla Procura generale. I giudici togati Nasi e Centonze hanno così stabilito che i 14 anni inflitti a Ventura per concorso morale nell’uccisione del vicebrigadiere sono ancora da scontare.


Il ritorno dalla Francia resta escluso

Ventura era inserito tra i dieci ex terroristi che, in seguito a un’intesa politica raggiunta nel 2021 tra Italia e Francia, avrebbero dovuto rientrare nel nostro Paese per scontare le rispettive pene. Le autorità giudiziarie francesi, tuttavia, respinsero le domande di estradizione.

L’esito dell’ultima decisione non comporta al momento un trasferimento in Italia: Ventura rimane in Francia e in libertà. La difesa ha infatti già preannunciato un altro passaggio davanti alla Suprema Corte, contestando la ricostruzione secondo cui il fermo del 2017 avrebbe impedito l’estinzione della condanna.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere