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Cronaca 2 min di lettura38 min fa

Caso Bertacchi, la casa torna in 3D: il dettaglio che può cambiare tutto

Nuovi rilievi del Ris nell’abitazione di Casarano e analisi sugli stivali della 26enne per verificare la dinamica della morte e le impronte trovate.

La scena della morte di Roberta Bertacchi sarà ricostruita digitalmente per verificare se la dinamica ipotizzata dagli investigatori sia compatibile con gli elementi raccolti. La giovane, 26 anni, venne trovata senza vita all’alba del 6 gennaio 2024 nel balconcino della sua abitazione di Casarano, con una sciarpa del Casarano calcio.

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Il Ris ricostruisce la scena del ritrovamento

Per oltre due ore gli specialisti del Reparto investigazioni scientifiche di Roma hanno lavorato nell’appartamento, oggi abitato da altre persone. Attraverso un laser scanner hanno rilevato gli ambienti per riprodurli al computer nelle condizioni e nelle proporzioni originarie, integrando nel modello anche le fotografie scattate dopo la scoperta del corpo.

L’obiettivo dell’accertamento è chiarire come Roberta possa essersi spostata all’interno della casa prima di morire. Nel sopralluogo del gennaio 2024 furono individuate soltanto due impronte, entrambe lontane dal balconcino: un elemento che la famiglia considera decisivo per ricostruire quanto accaduto.


Stivali e Dna al centro degli esami

Nello stesso procedimento, martedì 20 ottobre, i carabinieri del Ris hanno operato anche nel cimitero di Ruffano. La salma della giovane è stata estumulata per recuperare gli stivali neri che indossava al momento del ritrovamento, destinati al confronto con le tracce rilevate nell’abitazione.

Gli investigatori hanno inoltre raccolto un campione di saliva da Davide Falcone, fidanzato di Roberta e attualmente indagato per istigazione al suicidio. Dal campione sarà estratto il Dna. Le verifiche sono state disposte dal gip Francesco Valente nell’ambito dell’incidente probatorio, avviato dopo che era stata accolta l’opposizione dei familiari alla richiesta di archiviazione presentata dalla Procura di Lecce.

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La famiglia chiede risposte sulla dinamica

Marina Bonomo, madre di Roberta, ha seguito le operazioni insieme all’avvocato Luciano De Francesco. «Vogliamo solo la verità, chiarire le incongruenze che ci sono», ha detto, spiegando che i nuovi accertamenti rappresentano un sollievo dopo il rischio di archiviazione, ritenuta dalla famiglia un’ingiustizia.

Il legale ha sottolineato che le indagini dovranno esaminare ogni scenario, dall’ipotesi del suicidio a quella dell’omicidio. Secondo De Francesco, il numero limitato di impronte, la loro posizione e le condizioni della giovane non permettono ancora di spiegare con chiarezza la sequenza degli eventi.


La difesa esclude nuove responsabilità

Giorgio Caroli, difensore di Davide Falcone, considera invece necessario completare gli accertamenti, pur senza attendersi elementi sostanzialmente diversi da quelli già emersi. A suo giudizio, gli esami potrebbero rafforzare le conclusioni della Procura sull’assenza di responsabilità del suo assistito nella morte di Roberta.

Il modello tridimensionale dell’appartamento, insieme al confronto tra gli stivali e le impronte e agli esiti dell’analisi genetica, dovrà quindi fornire nuovi elementi alla ricostruzione dell’accaduto.

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