Venezia, San Marco resta asciutta: il Mose torna in azione
Le barriere hanno esordito nella stagione 2026/2027 mentre le nuove pompe hanno limitato gli effetti dell’acqua alta sulla piazza
La prima attivazione stagionale del Mose ha permesso a piazza San Marco di rimanere in gran parte libera dall’acqua. L’intervento, avviato intorno alle 6.30, è stato accompagnato dall’utilizzo delle nuove pompe installate nell’area della piazza.
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Il vento spinge la marea verso Venezia
A confermare l’esordio del sistema per la stagione 2026/2027 è stato Alvise Papa, responsabile del Centro Maree del Comune di Venezia. Secondo le sue indicazioni, l’innalzamento è stato favorito soprattutto dal passaggio verso est di una saccatura atlantica, con venti di Scirocco particolarmente intensi.
L’effetto del fenomeno è stato diverso a seconda delle zone. Sotto costa il livello dell’acqua è cresciuto di circa 40-50 centimetri, mentre in corrispondenza delle dighe la marea ha raggiunto i 117 centimetri. All’interno della laguna il valore massimo registrato è stato invece di 91 centimetri, prima della discesa e della stabilizzazione a quota 88.
Pompe decisive per piazza San Marco
L’attivazione delle barriere ha impedito che l’acqua alta avanzasse senza controllo verso il centro storico. A contribuire alla protezione di piazza San Marco sono state anche le nuove pompe, entrate in funzione durante l’operazione e sufficienti a mantenerla prevalentemente asciutta.
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Si tratta del primo intervento del Mose nell’annata 2026/2027. L’episodio ha consentito di osservare il comportamento congiunto delle paratoie e del nuovo sistema di drenaggio proprio in una delle aree più esposte agli effetti della marea.
Nuova perturbazione tra venerdì e sabato
Il Centro Maree segnala intanto la possibilità di un altro episodio nei prossimi giorni. Tra venerdì e sabato è prevista una perturbazione collegata a un ciclone in formazione tra Scozia e Norvegia.
La configurazione atmosferica attesa sarà diversa da quella che ha accompagnato l’episodio appena concluso. Anche questo tipo di evoluzione, tuttavia, rientra tra i fenomeni meteorologici tipici del periodo.
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