Caso Bergamini, la svolta dopo la condanna: nuovo indagato a 65 anni
La Procura di Castrovillari ha notificato la conclusione delle indagini a un uomo accusato di concorso nell’omicidio del calciatore del Cosenza.
A oltre trent’anni dalla morte di Denis Bergamini, l’inchiesta giudiziaria si arricchisce di un nuovo capitolo. Un uomo di 65 anni ha ricevuto l’avviso di conclusione delle indagini preliminari: per la Procura di Castrovillari sarebbe coinvolto, a titolo di concorso, nell’omicidio del calciatore.
La novità arriva dopo la condanna in primo grado di Isabella Internò, ex fidanzata di Bergamini, ritenuta la mandante dell’assassinio. Secondo gli investigatori, altre persone avrebbero potuto partecipare alla fase in cui il giocatore venne immobilizzato.
Un nuovo nome nell’inchiesta
L’identità del sessantacinquenne non è stata resa nota nel testo dell’accusa. La notifica ricevuta dall’uomo segnala però la chiusura della fase investigativa nei suoi confronti e l’ipotesi di concorso in omicidio formulata dalla Procura di Castrovillari.
Il suo eventuale ruolo sarebbe collegato alla ricostruzione secondo cui Bergamini non si sarebbe tolto la vita lanciandosi sotto un camion. Gli inquirenti ritengono infatti possibile che più persone abbiano contribuito a bloccarlo fino al momento in cui il mezzo lo travolse.
I dubbi riaperti dalla riesumazione
Denis Bergamini morì il 18 novembre 1989 lungo la statale 106, nel territorio di Roseto Capo Spulico. Quel pomeriggio aveva incontrato Internò, con la quale il rapporto si era interrotto da alcuni mesi. In base alla versione fornita allora dalla donna, dopo un litigio il calciatore sarebbe sceso dall’auto e si sarebbe diretto verso un camion in transito.
La vicenda venne inizialmente considerata un suicidio. Nel 2017, tuttavia, la riesumazione del corpo portò a nuove verifiche e alimentò dubbi sulla prima ricostruzione. I periti conclusero che Bergamini era stato ucciso, ipotizzando che fosse stato soffocato, «verosimilmente con una busta di plastica», e successivamente collocato sull’asfalto supino.
La condanna di Isabella Internò
A ottobre 2025 Isabella Internò è stata condannata in primo grado a 16 anni di reclusione. La sentenza l’ha indicata come mandante dell’omicidio di Bergamini, ma l’attività investigativa ha continuato a concentrarsi anche sulle persone che, secondo l’accusa, avrebbero potuto agire materialmente contro il calciatore.
L’avviso notificato al nuovo indagato rappresenta quindi un ulteriore passaggio dell’indagine riaperta dopo l’archiviazione originaria. La contestazione dovrà ora essere valutata nelle successive fasi del procedimento, mentre resta centrale la ricostruzione delle circostanze che precedettero la morte del giocatore del Cosenza.
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