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Cronaca 2 min di lettura1 ora fa

Casa occupata a Roma, l’offerta non sblocca il caso: Paola aspetta dal 2011

La proprietaria racconta anni di occupazioni, sgomberi e tentativi falliti di difendere un appartamento acquistato per essere affittato

Il procedimento potrebbe conoscere una svolta, ma la soluzione proposta dagli occupanti non ha ancora convinto il giudice. Nell’ultima udienza, il loro legale ha prospettato la restituzione delle chiavi e un risarcimento di 500 euro, chiedendo però altri sei mesi. Il difensore di Paola ha riferito che il termine è stato giudicato troppo lungo.

Intervenuta a “Mattino Cinque”, la proprietaria ha spiegato di non essersi sentita sostenuta dalle istituzioni. Alla domanda di Francesco Vecchi, la donna ha risposto: “Mi hanno abbandonato”.


Un accordo ancora lontano

Secondo quanto riferito dall’avvocato di Paola, nell’abitazione vivrebbero attualmente due coniugi insieme ai loro due figli minorenni. La proposta presentata in tribunale non avrebbe quindi chiuso la controversia, anche per la distanza tra i tempi indicati dagli occupanti e quelli ritenuti accettabili dal giudice.

La vicenda riguarda un appartamento situato nella periferia orientale di Roma. La proprietaria sostiene di attendere dal 2011 la possibilità di rientrare stabilmente nell’immobile, nonostante i diversi interventi effettuati per impedire nuovi accessi abusivi.


Porte blindate e difese inutili

L’ultima occupazione risalirebbe a tre anni fa. Dopo che le forze dell’ordine avevano liberato l’alloggio, Paola aveva fatto montare una porta blindata e quattro grate; durante il collegamento televisivo ha mostrato le cinque chiavi necessarie per entrare.

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Anche quelle misure, stando al suo racconto, non sono bastate a proteggere la casa. In precedenza la donna aveva fatto chiudere l’ingresso con sigilli e opere murarie, ma i blocchi sarebbero stati abbattuti. Per controllare l’abitazione aveva inoltre incaricato una società di sicurezza privata, che dopo tre mesi avrebbe rinunciato all’incarico ritenendo la situazione non più gestibile.


Dieci episodi dopo il primo affitto

Paola aveva comprato i 45 metri quadrati nel 2011, pagando 150mila euro, con l’obiettivo di destinarli alla locazione. Il problema sarebbe iniziato con il primo affittuario, che dopo circa due mesi avrebbe smesso di versare il canone.

Dopo l’avvio della procedura di sfratto, l’inquilino avrebbe lasciato l’appartamento favorendo, secondo la ricostruzione della proprietaria, una successione di nuove intrusioni. Gli episodi documentati sarebbero stati circa dieci, alternati a sgomberi e ulteriori tentativi di mettere in sicurezza l’immobile.

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