Carburanti, le pompe a secco e le proteste si allargano: cosa succede
A Cosenza benzina e diesel scarseggiano, mentre agricoltori e autotrasportatori presidiano le strade tra Foggiano e Calabria
«Gli agricoltori del Gargano sono la mia gente, sono le nostre famiglie». È il messaggio della consigliera regionale Graziamaria Starace, intervenuta a Vieste per incontrare i manifestanti. La protesta nasce dal prezzo del gasolio agricolo, ormai oltre 1,6 euro al litro, e dalla diminuzione del valore riconosciuto all’olio extravergine.
Starace ha riferito che molti produttori rischiano di lasciare le olive sugli alberi perché il ricavo non copre più le spese di raccolta e lavorazione. Ha quindi sollecitato interventi regionali rapidi e proposte da sottoporre al Governo per sostenere il settore agricolo pugliese e meridionale.
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Nel Foggiano la protesta rallenta il traffico
A Vieste sono stati organizzati tre punti di presidio agli accessi della città, secondo quanto comunicato da Guido Cusmai di Orgoglio Olivicolo. Numerosi partecipanti hanno raggiunto la zona con i trattori e con altri mezzi agricoli, con l’obiettivo di unirsi alla mobilitazione già attiva da domenica vicino al casello dell’A14 di Poggio Imperiale.
Disagi alla viabilità vengono segnalati anche in corrispondenza di altri presidi, tra cui quello di Candela. La Prefettura segue l’evoluzione delle iniziative e sta assicurando il coordinamento necessario per consentire il rifornimento degli impianti ancora operativi.
A Cosenza le scorte sono quasi finite
Nel Cosentino la situazione più critica riguarda la disponibilità di benzina e gasolio: la maggior parte dei distributori ha terminato le riserve. Gli automobilisti si concentrano così sulle poche stazioni ancora rifornite, formando colonne molto lunghe e aggravando la congestione sulle strade urbane.
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La difficoltà non dipende soltanto dall’aumento della domanda. Le consegne sono diventate più complesse per i problemi che interessano la rete logistica, mentre le tensioni legate alle proteste davanti alla raffineria di Taranto e al possibile stop degli autotrasportatori alimentano il timore di nuove interruzioni.
Domani nuovi presidi in Calabria
La mobilitazione calabrese è destinata a crescere nelle prossime ore. Per domani sono annunciati appuntamenti a Rende, Montalto Uffugo, lungo la costa ionica e su quella tirrenica del Cosentino, con la partecipazione di agricoltori e operatori dei trasporti.
Al centro delle rivendicazioni ci sono il caro carburante, l’aumento dei costi di produzione e le difficoltà che da mesi colpiscono l’intera filiera. I manifestanti chiedono attenzione da parte del Governo, mentre il rischio di ulteriori blocchi continua a riflettersi sulla distribuzione dei carburanti e sulla mobilità.
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