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Cronaca 2 min di lettura1 ora fa

Canistro, il bar torna vivo: la sfida dei giovani contro lo spopolamento

Nel borgo di Canistro Superiore una cooperativa di comunità ha riaperto il Bar Centrale dopo oltre dieci anni, puntando su socialità, servizi e accoglienza.

A Canistro Superiore l’inverno sarà il vero banco di prova per il Bar Centrale, tornato ad accogliere abitanti e visitatori dopo più di dieci anni di chiusura. Nel borgo della Valle Roveto, dove risiedono circa 170 persone, quasi trenta soci si alterneranno per tenere aperto il locale e restituire alla piazza un punto d’incontro.


La sfida è tenere vivo il borgo

Il progetto è nato dalla volontà di contrastare lo spopolamento. A guidarlo è il tenore Aleandro Mariani, presidente della cooperativa di comunità costituita nel 2025. Il legame con il bar è anche familiare: furono infatti gli zii di Mariani ad avviare l’attività nel 1994, contribuendo ora al suo rilancio.

«Ci siamo guardati in faccia tutti quanti e abbiamo deciso di fare qualcosa per non vedere il paese morire», ha raccontato Mariani. Nel frattempo Canistro Superiore ha perso la bottega, il forno e anche un luogo pubblico dove riunirsi; i servizi sono più numerosi a Canistro Inferiore, collegato più facilmente alla superstrada e distante circa tre chilometri, mentre per raggiungere il borgo superiore bisogna percorrerne una decina.


Soci al lavoro, anche da lontano

All’inizio erano sei le persone coinvolte nell’iniziativa. Oggi i soci sono quasi trenta e alcuni vivono fuori dal paese, ma rientrano per partecipare ai lavori e assicurare il funzionamento del locale. Nei giorni della preparazione, diverse abitanti hanno portato da casa scope e stracci, arrivando poi con un ciambellone ancora caldo.

L’obiettivo, ha spiegato Mariani, non è soltanto riaprire un esercizio commerciale, ma «ricostruire un senso di comunità». I prezzi saranno contenuti e il bar cercherà di rispettare le consuetudini locali, comprese le partite a briscola e tressette, momenti di socialità che negli anni erano venuti meno.

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Dalla festa ai nuovi progetti

L’inaugurazione si è svolta sabato, nonostante un ostacolo amministrativo arrivato alla vigilia. Secondo i promotori, il Comune ha richiesto la presentazione della Scia, un adempimento che non sembrava inizialmente previsto per il subentro nella precedente attività. I soci hanno quindi preparato e inviato online i tre documenti richiesti.

La festa ha comunque richiamato molte persone: alcuni partecipanti hanno portato dolci e raccolto denaro per fare un regalo alla cooperativa. Mariani ha inoltre criticato l’assenza del sindaco Gianmaria Vitale, mentre all’inaugurazione era presente il primo cittadino della vicina Civitella Roveto.


L’inverno deciderà il futuro

Tra le idee allo studio figurano iniziative nel paese, un servizio di ristorazione a domicilio e la possibilità di riportare il pane fresco ogni mattina. La cooperativa guarda anche ai camminatori che percorrono il sentiero del brigante Chiavone, ai quali vorrebbe offrire ristoro e ospitalità.

La fase più delicata arriverà però con la stagione fredda, quando le presenze diminuiscono. Sarà allora che la partecipazione dei soci, compresi quelli che abitano altrove, e il sostegno degli abitanti diranno se il bar potrà diventare una presenza stabile nella vita di Canistro Superiore.

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