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Cronaca 2 min di lettura1 ora fa

A 52 anni il primo rutto: la terapia che gli ha cambiato la vita

Daryl non riusciva a espellere l’aria e arrivava a provocarsi il vomito: un’iniezione di Botox ha riattivato il riflesso dopo decenni di disturbi.

A sei mesi dal trattamento, Daryl riesce ancora a ruttare senza difficoltà. «Non immaginavo che avrei potuto percepire persino l’odore del cibo mangiato qualche ora prima. È stato liberatorio, direi che mi ha cambiato la vita», ha raccontato l’uomo, che ha ottenuto il primo risultato a 52 anni.


Il sollievo dopo l’intervento

Per ottenere quel risultato si è sottoposto a una procedura in anestesia generale. Il medico ha iniettato Botox nello sfintere esofageo, con l’obiettivo di rilassare il muscolo e consentire all’aria di risalire.

Leong Zhou Hao, otorinolaringoiatra del Singapore General Hospital, ha spiegato che l’effetto di ogni iniezione dura in genere circa tre mesi. Ai pazienti viene poi consigliato di allenarsi a ruttare, così da provare a mantenere attivo il riflesso anche quando l’azione del farmaco si esaurisce.


Quando l’aria diventa un problema

Per gran parte della sua vita Daryl, dirigente nel settore della sicurezza informatica, non era mai riuscito a fare un rutto. La situazione è peggiorata intorno ai 45 anni, quando gonfiore e produzione eccessiva di gas hanno iniziato a limitare le sue abitudini quotidiane.

Alcuni alimenti e le bevande gassate gli provocavano una sensazione di pressione insopportabile. Per liberarsi dell’aria arrivava a indursi i conati e a vomitare; episodi che, racconta, erano udibili anche dai colleghi quando si trovava in bagno.

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Una diagnosi difficile da ottenere

Nel corso degli anni l’uomo ha affrontato visite, esami e ipotesi diverse. Endoscopia e colonscopia non avevano evidenziato problemi rilevanti, mentre alcuni medici avevano chiamato in causa il reflusso gastroesofageo o la sindrome dell’intestino irritabile.

La svolta è arrivata grazie a una ricerca in rete. Circa due anni fa Daryl ha letto testimonianze sulla disfunzione retrograda del muscolo cricofaringeo, una condizione nota anche come sindrome dell’incapacità di ruttare. Un primo medico non la conosceva e i farmaci prescritti non gli avevano dato beneficio; in seguito, un altro articolo firmato da Leong Zhou Hao gli ha indicato lo specialista a cui rivolgersi.


Il riflesso che non si attiva

La sindrome è considerata rara e probabilmente sottodiagnosticata, anche perché è stata riconosciuta formalmente soltanto intorno al 2019. Le informazioni disponibili sono ancora limitate: la condizione potrebbe riguardare una persona su 5, mentre le forme più gravi restano eccezionali.

Dopo aver mangiato, l’aria ingerita può accumularsi nella parte alta dell’apparato digerente. Normalmente il cervello rileva la dilatazione dell’esofago e induce il rilassamento del muscolo, permettendo al gas di uscire. In persone come Daryl questo meccanismo non si sviluppa o non si attiva correttamente, con conseguente accumulo di aria e disturbi persistenti.

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