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Cronaca 2 min di lettura1 ora fa

Canistro, il bar riapre dopo 10 anni: la sfida dei giovani

A Canistro una cooperativa di comunità ha restituito vita al locale della piazza, con nuovi servizi e iniziative per contrastare lo spopolamento.

A Canistro il rilancio del paese passa da un bancone, dal pane fresco e dalla voglia dei residenti di tornare a incontrarsi. Dopo oltre dieci anni di chiusura, lo storico bar della piazza ha riaperto grazie all’impegno di un gruppo di giovani, deciso a contrastare la perdita di abitanti e di servizi nel piccolo comune dell’Aquilano.


Un locale per ritrovarsi ancora

L’inaugurazione si è trasformata in una festa collettiva. Per l’occasione, gli abitanti hanno portato prodotti e contributi destinati al nuovo esercizio, considerato non soltanto un’attività commerciale, ma un possibile punto di riferimento per l’intero paese.

Aleandro Mariani, tenore e presidente della cooperativa di comunità costituita nel 2025, ha spiegato che la decisione è maturata dopo un confronto tra i ragazzi del borgo: «Ci siamo guardati in faccia tutti quanti e abbiamo deciso di fare qualcosa per non vedere il paese morire». L’obiettivo, ha aggiunto, è «ricostruire un senso di comunità».


Dalla bottega al pane quotidiano

Nel corso degli anni Canistro ha perso diversi presìdi essenziali: oltre al bar, hanno chiuso anche la bottega e il forno. A questa situazione si aggiunge l’assenza di una sala pubblica comunale, dove gli abitanti possano riunirsi e condividere momenti di socialità.

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La cooperativa guarda ora ai prossimi mesi con un programma di attività pensato per rendere il locale utile in più occasioni. Tra le idee figurano l’organizzazione di eventi, un servizio di ristorazione nelle abitazioni e la possibilità di riportare ogni mattina il pane fresco nel paese.


La scelta di restare

La riapertura del bar si inserisce nella volontà dei giovani di promuovere la «restanza», cioè la decisione di rimanere nel proprio territorio e contribuire a mantenerlo vivo. Il progetto nasce quindi dalla necessità concreta di colmare la mancanza di servizi, ma anche dal desiderio di recuperare relazioni e abitudini condivise.

Per i promotori, il rilancio passa anche attraverso elementi semplici della vita quotidiana: un luogo dove fermarsi, iniziative aperte agli abitanti e il profumo del pane appena sfornato. Gesti capaci di rafforzare l’identità di Canistro e di offrire al borgo nuove occasioni di incontro.

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