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Cronaca 2 min di lettura2 ore fa

Campo largo, niente nome terzo: Conte accelera sulle primarie

Il leader del Movimento 5 Stelle racconta il confronto con Schlein e chiede di definire rapidamente programma e percorso comune in vista del voto primaverile.

Il tempo per costruire un’alleanza alternativa al centrodestra, secondo Giuseppe Conte, non è molto: se le elezioni si terranno in primavera, il centrosinistra dovrà arrivare alla campagna elettorale con un programma condiviso e un metodo per scegliere il candidato. L’ex presidente del Consiglio spinge quindi ad accelerare, mentre l’ipotesi di affidare la guida del progetto a una figura esterna ai partiti sembra ormai accantonata.


Conte vuole chiudere il percorso

Intervenuto a Coffee break su La7, il presidente del Movimento 5 Stelle ha spiegato di aver affrontato direttamente il tema con Elly Schlein. In un incontro recente, Conte avrebbe chiesto alla segretaria del Partito democratico se fosse possibile che tutti i leader rinunciassero a candidarsi, lasciando spazio a un nome comune scelto per rappresentare la coalizione.

La risposta di Schlein, secondo il racconto del leader pentastellato, è stata negativa. Conte ha chiarito di non aver sottoposto candidature precise, ma di aver verificato soltanto la disponibilità a valutare una soluzione diversa: «Schlein mi ha detto che non c’è per lei questa disponibilità». Di conseguenza, l’idea di un candidato terzo rispetto agli attuali vertici del possibile schieramento perde consistenza.


Programma e primarie al centro

Per Conte, la scelta del candidato non può essere rinviata. Il Movimento 5 Stelle è pronto, ha assicurato, a confrontarsi sui contenuti, ma attende che anche le altre forze politiche definiscano le proprie proposte per avviare un lavoro comune. «Non possiamo arrivare a ridosso della campagna elettorale parlando di primarie, dobbiamo affrettarci», ha detto durante la trasmissione.

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La prospettiva indicata resta dunque quella delle primarie, nonostante i dubbi espressi da Angelo Bonelli. Il leader di Alleanza Verdi e Sinistra ha avvertito che una competizione interna potrebbe finire per accentuare le divisioni invece di rafforzare il fronte comune. Schlein, del resto, ha più volte lasciato intendere di non considerare praticabile l’arrivo di un candidato estraneo ai principali partiti della coalizione.


La promessa dopo il voto

Conte ha anche affrontato lo scenario di una propria eventuale sconfitta alle primarie. In quel caso, ha garantito il sostegno alla persona che risultasse vincitrice, escludendo tensioni legate a incarichi o posizioni di potere.

A sostegno della sua tesi ha richiamato il comportamento del Movimento 5 Stelle nelle amministrazioni locali, sostenendo che la comunità politica non avrebbe mai anteposto una poltrona alla responsabilità del progetto. «Se non vince alle primarie, non appoggerà il leader vincente? Non succederà mai», ha affermato, ribadendo l’impegno a mantenere un atteggiamento leale anche in caso di esito sfavorevole.

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