Camerino, la tigre nello scatolone: il mistero davanti al museo
Il reperto, accompagnato da una lettera autobiografica, è stato sequestrato: gli investigatori cercano di chiarire origine e modalità della consegna.
La detenzione irregolare di parti appartenenti a specie protette può comportare conseguenze penali pesanti: la normativa Cites prevede l'arresto da sei mesi a due anni e un'ammenda compresa tra 15mila e 150mila euro. A ricordarlo sono i Carabinieri Forestali, intervenuti dopo il ritrovamento del reperto a Camerino.
Il reperto ora ha una destinazione da decidere
Sul caso è stato informato anche il ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica, chiamato a indicare come trattare correttamente la pelle. Tra le possibilità c'è la sua conservazione nel laboratorio di Paleontologia del Dipartimento di Scienze della Terra dell'Università di Camerino.
Nel frattempo, la pelle con la testa dell'animale resta sotto sequestro. L'Autorità Giudiziaria dovrà chiarire da dove provenga e per quale motivo sia stata lasciata proprio all'ingresso del museo.
Una lettera racconta il passato
Ad accompagnare lo scatolone c'era un testo stampato al computer, scritto come se fosse la tigre a parlare. Nel messaggio si sostiene che l'animale non sarebbe stato sottratto, ma comprato molti anni fa, quando non esistevano ancora le attuali forme di tutela: «Ciao, vengo da lontano, ma da tanti anni sto qui a Camerino. Non sono stata rubata, ma acquistata in un periodo in cui non c'erano leggi che mi tutelavano. Voglio rimanere qui, dove sono sempre stata».
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La missiva aggiunge che la pelle sarebbe rimasta per un periodo esposta in un'abitazione della città, prima di finire dimenticata in una cantina. Il reperto, secondo il racconto, sarebbe riemerso casualmente durante un trasloco: «Sono stata qui a Camerino in una casa e tante persone mi ammiravano. Poi è finito tutto e per anni sono stata dimenticata in una cantina. Sono uscita fuori per caso durante un trasloco».
Il ritrovamento apre diversi interrogativi
A individuare il pacco, nei giorni scorsi, è stato il responsabile del Museo delle Scienze dell'Università di Camerino. La scatola si trovava davanti alla porta della struttura e conteneva una pelle deteriorata e consumata dal tempo, completa della testa della tigre.
Dopo la segnalazione sono stati coinvolti il Nucleo Carabinieri Cites di Fermo e il Nucleo Carabinieri Forestale di Camerino. Gli accertamenti dovranno verificare anche l'ipotesi che si tratti di un reperto acquistato decenni fa, con l'animale forse abbattuto in Africa e la pelle successivamente commercializzata.
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