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Cronaca 1 min di lettura38 min fa

Caivano, operaio morto: sequestrato il cellulare, si cerca chi chiamò i soccorsi

La Procura di Napoli Nord indaga sulla caduta fatale di Salvatore Calignano, trovato ferito in una zona isolata dopo un presunto lavoro senza contratto.

La Procura di Napoli Nord ha disposto l’autopsia sulla salma di Salvatore Calignano e ha affidato ai carabinieri gli accertamenti sulla morte del 61enne. Gli investigatori hanno inoltre sequestrato il telefono dell’uomo e stanno cercando di identificare la persona che ha contattato il 118.


Il racconto prima della perdita di conoscenza

Quando i sanitari lo hanno raggiunto in via Fossa del Lupo, a Caivano, l’operaio era ancora cosciente. Prima di aggravarsi, avrebbe spiegato di essersi procurato le lesioni precipitando da una scala.

Il luogo del ritrovamento è una strada appartata, elemento sul quale si concentrano gli accertamenti. Il ferito era stato soccorso dopo una richiesta arrivata al numero di emergenza, ma al momento non è stata ancora chiarita l’identità di chi l’ha effettuata.


L’ipotesi del lavoro sul capannone

A riferire agli investigatori la possibile ricostruzione dell’accaduto è stata la moglie di Calignano, attraverso il proprio legale Francesco Petruzzi. Secondo il suo racconto, venerdì intorno alle 13 l’uomo si trovava sul tetto di un capannone per eseguire interventi di posa di una guaina isolante.

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La donna ha inoltre sostenuto che quell’attività fosse svolta senza regolare contratto. Nelle vicinanze del capannone è stata rinvenuta anche l’automobile appartenente al 61enne, un elemento acquisito nel quadro delle verifiche.


Il decesso dopo il ricovero

Calignano, operaio edile di 61 anni, è morto ieri all’ospedale del Mare di Napoli. Era stato ricoverato il giorno precedente in condizioni gravi a causa delle lesioni riportate nel politrauma.

L’inchiesta dovrà stabilire se il ferimento sia effettivamente riconducibile a una caduta avvenuta durante l’attività sul tetto. La Procura considera il caso nell’ambito di quella che potrebbe essere un’altra morte sul lavoro.

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