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Cronaca 1 min di lettura1 ora fa

Cagliari, oltre 15mila in corteo contro caro vita e armi

Il corteo è partito da piazza Garibaldi; presenti anche studenti, bandiere palestinesi e gruppi contrari alla speculazione energetica.

A Cagliari oltre 15mila persone hanno partecipato al corteo dello sciopero contro il caro vita e l’aumento delle spese militari. Manifestazioni si sono svolte anche a Nuoro e Sassari.

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Corteo pacifico e negozi aperti

La marcia è partita poco dopo le 10 da piazza Garibaldi, accompagnata da slogan, musica e striscioni. Tra i messaggi più ripetuti, l’appello ad abbassare le spese per gli armamenti e ad aumentare i salari.

Il passaggio dei manifestanti nelle vie del centro non ha comportato la chiusura dei negozi. Gli esercizi commerciali sono rimasti aperti e non si sono verificati attacchi alle vetrine. Numerosi gli studenti presenti, favoriti dalla chiusura di scuole e università per la festa di San Saturnino, patrono di Cagliari.


Le accuse al governo

Durante la manifestazione sono stati scanditi cori contro la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e contro i ministri Antonio Tajani e Matteo Salvini. Presenti anche molte bandiere palestinesi e cartelli con calcoli sulla diversa quantità di risorse destinata agli armamenti e alla sanità.

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Alex, responsabile cittadino del Fgc, ha attribuito al governo la responsabilità dell’aumento del costo della vita e ha contestato la gestione del prezzo dei carburanti. «Per i folli piani di riarmo che spingono il nostro Paese verso la guerra i soldi non mancano mai», ha detto, sostenendo che lo sciopero rappresenti soltanto l’inizio di una mobilitazione più ampia.


Armi, sanità e riconversione

Nel corso della sfilata sono stati rilanciati gli appelli a riconvertire la Rwm, azienda produttrice di armi dell’Iglesiente. Alla protesta hanno aderito anche Pratobello24, Su Entu Nostu e altri comitati contrari alla speculazione legata agli impianti energetici rinnovabili in Sardegna.

La conclusione del percorso al porto è stata motivata dall’Usb come un sostegno alla mobilitazione internazionale Ports in Action, impegnata a richiamare l’attenzione sul trasporto marittimo internazionale di armamenti.

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