Brandizzo, il processo entra nel vivo: chi rischia il rinvio a giudizio
A Ivrea comincia l’udienza preliminare per la morte dei cinque operai investiti da un convoglio nella notte tra il 30 e il 31 agosto 2023
Il Comune di Brandizzo, l’associazione Sicurezza e Lavoro, Fillea Cgil e Filt Cgil hanno annunciato la costituzione di parte civile nel procedimento. Le loro istanze saranno esaminate nel corso dell’udienza preliminare davanti al tribunale di Ivrea.
Procura e parti civili in aula
A rappresentare l’accusa saranno le pm Valentina Bossi e Giulia Nicodemi, sotto il coordinamento della procuratrice Gabriella Viglione. Il giudice dell’udienza preliminare sarà Mauro Cantone, chiamato a valutare anche le richieste di rinvio a giudizio.
Il procedimento coinvolge Rfi, Sigifer e Clf, oltre a 21 persone tra responsabili aziendali e dirigenti societari. Nell’elenco compare anche Giampiero Strisciuglio, già amministratore delegato di Rfi e attualmente alla guida del Gruppo Fs Italiane.
Il procedimento arriva a Ivrea
La prima udienza è fissata per domani a Ivrea e segna l’avvio della fase preliminare del processo sulla tragedia ferroviaria. In questa sede saranno affrontate le richieste della procura e la posizione di chi intende partecipare formalmente al procedimento come parte civile.
Le contestazioni, formulate in base ai diversi ruoli, comprendono l’omicidio colposo plurimo e il disastro ferroviario colposo. Sono inoltre richiamate le presunte violazioni delle norme sulla tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro.
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Cinque vite spezzate sui binari
Nella notte tra il 30 e il 31 agosto 2023 persero la vita Kevin Laganà, 22 anni, Michael Zanera, 34, Giuseppe Sorvillo, 43, Saverio Giuseppe Lombardo, 53, e Giuseppe Aversa, 49. I cinque lavoravano per Sigifer, impresa subappaltatrice di Rfi.
La squadra era impegnata nelle attività di manutenzione nei pressi della stazione di Brandizzo. Gli operai si trovavano già lungo la linea quando, poco prima di mezzanotte, arrivò un treno che li travolse senza lasciargli possibilità di salvarsi.
L’inchiesta guarda alla sicurezza
Gli accertamenti della procura di Ivrea, durati tre anni, hanno portato alle richieste di processo per le tre società e per le 21 persone coinvolte. L’ipotesi investigativa non si limita alla dinamica immediatamente precedente all’impatto.
Secondo gli inquirenti, alla base dell’accaduto potrebbe esserci una serie di lacune riguardanti prevenzione, formazione, controllo e coordinamento. In particolare, gli operai sarebbero stati autorizzati a raggiungere i binari quando il traffico ferroviario non era stato ancora sospeso ufficialmente.
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